lunedì 31 ottobre 2011

Felice Halloween!

 

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Ciao a tutti! Rieccomi qua a postare, questa sera Chiara la mia bimba diciottenne è stata invitata ad una festa di Halloween, e ognuno degli invitati doveva portare qualcosa. Così ho deciso di dare il mio contributo, preparandole qualcosa a tema. I dolcetti hanno riscosso  molto successo tra i ragazzi, e io sono stata ben felice di prepararli. Anche quest’ anno per Halloween, mi sono ispirata a uno dei miei siti preferiti: Giallo Zafferano. Ho preparato come l’anno scorso “le dita delle streghe” e le “ossa di meringa”, poi con la stessa meringa ho preparato dei fantasmini, e con una cialda ho preparato degli altri fantasmini. Le ricette le trovate tutte qui,buon appetito e per questa sera “Felice Halloween” a tutti.

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Annalisa

domenica 30 ottobre 2011

Culurgiones all’Ogliastrina

 

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Con un po’ di ritardo rispetto alla mia solita tabella di marcia, torno a postare oggi con una tipica ricetta sarda i “culurgiones all’ ogliastrina”. Pensate che la loro “chiusura” era per me sconosciuta fino a poco tempo fa, tant’è vero che mi “arrangiavo” chiudendoli come dei calzoni. Ho proseguito così per anni, praticamente da quando appena adolescente avevo imparato a farli, poi un giorno mi sono imposta d’imparare e un po’ da alcune signore e un po’ da youtube ho imparato la tecnica, che col  senno di poi, devo ammettere è molto semplice! Facile direte voi… basta saperlo fare! Ad ogni modo, i culurgiones sono un piatto tipico che veniva cucinato in Sardegna per la ricorrenza di Ognissanti, ma che ora si cucina praticamente per ogni occasione. Un piatto delizioso, che può essere considerato come piatto unico, per farli vi occorrerà:

Per l’impasto:

  • 300 g di semola rimacinata di grano duro
  • 200 g di farina bianca “00”
  • 3 uova freschissime
  • acqua qb

Per il ripieno:

  • 500-600 g di patate
  • una decina o più di foglioline di menta fresca
  • 2 spicchi di aglio
  • 300 g di pecorino stagionato o se lo preferite diversi tipi di pecorino e un po’ di parmigiano
  • circa mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva

Preparate la pasta mettendo le due farine in una terrina, praticate un foro al centro rompeteci dentro le uova, sbattetele e aggiungendo acqua tiepida incominciate a impastare. Trasferite la pasta su di un piano infarinato, e lavoratela tirandola ripetutamente fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Rimettete la palla di pasta dentro la terrina e copritela. Lasciatela riposare da mezz’ora a un’ora. Dedicatevi ora alla preparazione del ripieno, sbucciate le patate precedentemente lessate, schiacciatele ancora calde con lo schiacciapatate, e lasciatele cadere dentro una terrina. Pulite l’aglio, dividetelo a metà e mettetelo dentro un pentolino assieme all’olio extravergine di oliva. Ponetelo sul fuoco fino a quando l’aglio si sarà imbiondito, attenzione a non farlo bruciare renderebbe sgradevole il sapore dell’olio! Togliete l’aglio, e versate l’olio sulle patate schiacciate, aggiungete il formaggio e le foglioline di menta tritate finemente. Amalgamate tutto per bene, e tenete da parte fino a che il tutto sarà completamente raffreddato. Riprendete ora la pasta, dividetela in pezzi, e con la macchina per la pasta tirate una sfoglia abbastanza sottile ma non troppo, ricavate da questa sfoglia dei dischi di circa 10 cm di diametro. Prendete il disco poggiandolo sul palmo della mano, mettete un cucchiaino abbondante di ripieno nel centro e procedete alla chiusura. Per quest’ultima vi rimando a youtube, dovete solo cercare “come chiudere i culurgiones”. Io adoro portare in tavola i culurgiones con una semplice salsa di pomodori freschi e una spolverata abbondante di pecorino sardo. Buon appetito!

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Annalisa

martedì 18 ottobre 2011

Blog anniversario in rosa!

 

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Come l’anno scorso, festeggio il mio blog anniversario in rosa per ricordare che ottobre è il mese della prevenzione del cancro al seno. Dedico inoltre questo post a tutti quelli che come me hanno vissuto questo “ incidente di percorso” da vicino, personalmente, o attraverso i propri cari o amici. Ma soprattutto dedico questo post, a mia sorella Carla che ha combattuto e combatte ancora oggi la sua battaglia. Non voglio soffermarmi sulla sua storia, che può essere uguale e allo stesso tempo diversa da molte altre, ma voglio dire di essere orgogliosa di lei  del suo coraggio, e del suo essere così positiva. Coraggio che mi ha trasmesso, e che  ha dimostrato ogni giorno combattendo la sua battaglia a testa alta. Battaglia che fino ad ora fortunatamente l’ha vista vincitrice. Dedico a lei queste cupcakes rosa, con un solo rammarico: non essere vicina per potergliele offrire di persona. La prevenzione è importante, e dopo questo per me lo è ancora di più, spero di avere trasmesso il messaggio.Per avere tutte le informazioni potete cliccare qui. Per quanto riguarda le cupcakes invece devo dirvi che la ricetta l’ho presa dal libro “ The Great British Book of Baking” così come quella della crema al burro che ho usato per decorarle, è tutto molto semplice ma il gusto è veramente delizioso, per farle vi occorrerà:

Per le cupcakes:

  • 175 g di burro molto morbido ma non sciolto
  • 175 g di zucchero semolato
  • 3 uova freschissime sbattute a temperatura ambiente
  • 1/2 cucchiaino da tea di estratto di vaniglia
  • 175 g di farina autolievitante
  • 1/2 cucchiaino da tea di lievito in polvere
  • 2 cucchiai da tavola di latte

Preriscaldate il forno a 180°C ( forno elettrico ). Mettete il burro ammorbidito, lo zucchero, le uova sbattute e la vaniglia in una terrina o nella ciotola del mixer. Setacciate la farina e il lievito in polvere nella terrina. Aggiungete il latte e poi mischiate con un cucchiaio di legno o con le fruste elettriche o con il mixer fino ad ottenere un composto liscio e denso. Dividete il composto nei pirottini sistemati nella teglia per muffin, infornate per 15 o 20 minuti. Fate la prova stecchino al termine della cottura, potreste aver bisogno di prolungare quest’ultima per qualche minuto. Sfornate le cupcakes e fatele raffreddare su una gratella.

Per la crema al burro o butter icing:

  • 125 g burro molto morbido ma non sciolto
  • 400 g di zucchero a velo
  • 3-4 cucchiai da tavola di latte
  • 1 cucchiaino da tea di estratto di vaniglia

Mettete il burro ammorbidito in una terrina e lavoratelo con un cucchiaio di legno, con le fruste elettriche o con il mixer fino a quando non diventa molto cremoso e di colore chiaro. Setacciate lo zucchero a velo nella terrina, aggiungete il latte e l’estratto di vaniglia e mischiate fino ad ottenere un composto morbido e liscio. Con questa crema aggiungendo un po’ di colorante alimentare, ho decorato le mie cupcakes. Se non la utilizzerete tutta, potete conservare la crema avanzata in frigorifero in un contenitore ben chiuso, prima di usarla riportatela a temperatura ambiente. Buon appetito!

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Annalisa

venerdì 14 ottobre 2011

Torta per il compleanno di Martina

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Lunedì era il compleanno di mia figlia maggiore Martina. Per l’ occasione oltre alla bellissima e inaspettata sorpresa regalatale dal suo fidanzato Matthew, ho pensato di fare la sua torta preferita una chocolate Victoria sponge, farcita con una crema gianduia e ricoperta di cioccolato fondente. Per decorare ho voluto creare ( per la prima volta) queste rose in mmf,i marshmallows mi sono stati gentilmente regalati da Matthew ed erano completamente bianchi. Le foglioline di questo bouquet di rose sono in crema di burro e anche questa è stata la mia prima volta. Chiedo venia a Martina se le decorazioni non mi sono riuscite perfettamente, ma la torta era deliziosa e meritatissima visto il suo impegno e la sua dedizione per gli studi universitari, tanti auguri ancora Martina, ti voglio un mondo di bene! La ricetta è semplice, per farla vi occorrerà:
Per la torta:
  • 175 g di farina di farina autolievitante
  • 175 g di burro
  • 175 g di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino da caffè di lievito in polvere
  • 3 uova intere
  • 2 cucchiai da tavola di cacao amaro in polvere
Per la farcia:
  • 100 g di cioccolato gianduia
  • 50 g di cioccolato fondente
Per la copertura:
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 30 g di burro
In una terrina mettere la farina autolievitante, le uova, il burro ammorbidito e tagliato a cubetti, lo zucchero e il lievito.Con un cucchiaio di legno mischiate gli ingredienti, ora aggiungete il cacao sciolto in tre cucchiai di acqua bollente e cominciate a lavorare con una frusta elettrica alla velocità minima. Lavorate il tutto finché il composto non si staccherà dalla frusta. Ora la ricetta prevede di dividere il composto in due teglie uguali, ma io non avendone due a forma di cuore, ho versato tutto in una, e poi una volta cotta ho diviso la torta a metà. Mettete la torta in forno preriscaldato a 180°C per circa 40 minuti. Sfornate la torta, fatela raffreddare su una gratella e preparate la farcia facendo sciogliere a bagnomaria il cioccolato gianduia e quello fondente. Dividete la torta a metà e distribuite la farcia su una parte, coprite con l’ altra metà. Preparate ora la copertura facendo sciogliere a bagnomaria il burro con il cioccolato fondente. Distribuite sulla torta con una spatola, coprendo anche i lati. Naturalmente potrete farcire e decorare la torta come volete, e se volete fare la classica Victoria sponge non dovete far altro che omettere il cacao. Per quanto riguarda le decorazioni, posterò al più presto la ricetta e il procedimento per fare sia la mmf che la crema di burro. Buon appetito!
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Annalisa

con questa ricetta partecipo al contest:
 

venerdì 7 ottobre 2011

Mini cheesecakes salate

 

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Qua in Sardegna il tempo ci regala ancora delle giornate praticamente estive, la spiaggia sotto casa mia è ancora molto frequentata, e perciò con delle giornate così c’è ancora tanta voglia di cibi freschi. Questa ricetta l’ ho realizzata in pieno agosto, però ho pensato che potrebbe andare bene anche per aprire un cenone di fine anno. La ricetta è semplicissima, ma credetemi ha riscosso molto successo tra gli ospiti, per farla vi occorrerà:

  • Per la base:
  • 120 g di grissini
  • 80 g di burro fuso

Per la farcia:

  • 10 olive verdi snocciolate e tritate
  • 500 g di formaggio cremoso ( io ho messo 250 g di ricotta vaccina e 250 g di philadelfia )
  • 50 g di pecorino grattugiato
  • 1/2 peperone rosso
  • 1/2 peperone giallo
  • sale e pepe

Preparazione della base: mettete i grissini nel mixer e tritateli. Amalgamate il trito al burro fuso e versate il composto in pirottini che avrete posizionato dentro una teglia per muffin. Livellate la superficie compattando il trito. Mettete in frigo. Tagliate i peperoni a listarelle e poi a pezzetti, mettete assieme alle olive e tenete da parte. Tenete da parte alcuni pezzetti di peperone per decorare. Al formaggio cremoso aggiungete il pecorino grattugiato, un pizzico di pepe e i peperoni con le olive. Controllate il sale. Versate il composto ottenuto sulla base dei grissini, livellate la superficie e mettete a solidificare in frigorifero per 4 ore. Prima di servire sformate le cheescakes  sui piatti e decorate con i peperoni rimasti. Buon appetito!

 

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Annalisa

venerdì 30 settembre 2011

Un regalo speciale…un po’ d’ Inghilterra nella mia cucina e nella mia vita.

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Questo splendido libro mi è stato regalato per il mio compleanno da Matthew il fidanzato di mia figlia Martina. Un libro molto bello, naturalmente scritto in inglese, dal quale ho tratto queste due ricette britanniche che ho voluto condividere con voi, il libro offre delle ricette molto curate nei dettagli e delle fantastiche fotografie. Grazie ancora Matthew per questo splendido dono! La prima ricetta è un tipico pane inglese il “ Cottage Loaf” e come tutti i lievitati richiede più che altro pazienza, ma come dico sempre, vi assicuro che ne vale la pena. Per farlo vi occorrerà:
  • 675 g farina bianca “00”
  • 1 e 1/2 cucchiaio da tea di sale
  • 1 bustina ( 7 g) di lievito di birra secco
  • 400 ml di acqua tiepida
  • 1 uovo medio sbattuto con un pizzico di sale per spennellare
Miscelate la farina il sale e lievito  in una grande terrina. Fate un foro al centro e metteteci un po’ d’ acqua. Lavorate amalgamando piano la farina con l’acqua, fino ad ottenere un impasto abbastanza solido. Se l’ impasto risultasse troppo secco e non si amalgamasse bene aggiungete ancora un po’ d’ acqua. Versate l’ impasto su di un piano leggermente infarinato e lavoratelo per 10 minuti. L’ impasto deve risultare liscio e duttile, ma solido. Rimettete l’ impasto nella terrina, copritelo con della pellicola e poi con un canovaccio. Lasciatelo lievitare a temperatura ambiente fino a che non sarà raddoppiato di volume ( circa 1 ora e 1/2 ). Versate l’ impasto su di un piano infarinato e lavoratelo per togliere l’ aria, poi tagliatene un terzo. Formate due palle e fatele lievitare coperte al riparo da correnti d’ aria fino a quando avranno raddoppiato il loro volume ( circa 30-40 minuti). Nel frattempo accendete il forno e portatelo a 230°C ( forno elettrico),metteteci dentro un recipiente con dell’acqua calda. Scoprite l’ impasto e delicatamente appiattite ogni pezzo  con le vostre dita, infilate le dita nella farina, e sovrapponendo il pezzo più piccolo a quello più grande, uniteli infilando nel mezzo del pezzo più piccolo due dita. lasciate riposare il pane per 10 minuti poi spennellatelo con l’ uovo sbattuto con il sale. Usando un coltello affilato praticate dei tagli attorno ai due pani. Mettete il pane nel forno e cuocete per 15 minuti poi abbassate la temperatura a 200°c e continuate a cuocere il pane per 20-25 minuti o fino a quando battendolo sul fondo il pane suonerà a vuoto. Fatelo raffreddare su una griglia coperto. Buon appetito!
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La seconda ricetta che ho preso da questo splendido libro, è quella delle “Jam Tarts” dei deliziosi dolcetti fatti con una frolla speciale che a me ricorda tanto lo shortbread,il dolce della marmellata si fonde con la fragranza di questa frolla creando un gusto unico. Una ricetta semplice, per farla vi occorrerà:
  • 200 g di farina “00”
  • un pizzico abbondante di sale
  • 1 cucchiaio da tea di zucchero semolato
  • 125 g di burro ammorbidito
  • circa due cucchiai di acqua ghiacciata
  • marmellata di diversi gusti
Mettere la farina, il sale, lo zucchero in una terrina. Aggiungere il burro ammorbidito e amalgamarlo alla farina usando la punta delle dita fino a ottenere delle grosse briciole. Usando un coltello o meglio una rotella, continuare a lavorare l’ impasto aggiungendo l’ acqua ghiacciata, fino ad ottenere un impasto sodo. Avvolgere l’ impasto così ottenuto in una pellicola, e metterlo a riposare in frigorifero per 20 minuti. Accendete il forno e portatelo a 180°C, stendete l’ impasto in una sfoglia rettangolare alta circa 3 mm, con la rotella tagliapasta ritagliate dei dischi e posizionateli nelle formine imburrate e infarinate pressando leggermente. Mettete su ogni dolce un cucchiaio da tea di marmellata, e con la pasta avanzata se volete fate  delle decorazioni da mettere sopra i dolcetti. Mettete i dolcetti in forno per 15- 20 minuti fino a che la pasta non risulti dorata. Con queste dosi vi dovrebbero venire circa 12 dolcetti. Buon appetito!
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Annalisa

sabato 24 settembre 2011

Torta al caffè farcita con crema al caffè

 

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La giornata tipicamente autunnale e la voglia di qualcosa di dolce, mi hanno portato a navigare sul web alla ricerca di un “qualcosa” di diverso adatto a una giornata come questa. Ho trovato questo delizioso pandispagna al caffè farcito con crema al caffè qui, l’ ho provato ed è perfetto. Mentre cuoceva nel forno il suo profumo di caffè ha avvolto tutta la casa, delizioso per la colazione ma anche ottimo per il dopocena. Grazie a Dolcitorte staff per aver condiviso questa deliziosa ricetta. Buon appetito!

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Annalisa

venerdì 16 settembre 2011

Pane con l’uvetta o Pan Tranvai

 

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La ricetta di oggi mi riporta indietro di almeno 40 anni, a quando vivevo nella provincia milanese. Per anni ho cercato questo pane nei panifici sardi, trovando solo qualcosa che gli assomigliava vagamente. Ma il pane che ricordavo io era tutt’ altro, era proprio pane e uvetta, e il sapore dolce era dato solo da quest’ ultima. Pare che ora anche a Milano sia una cosa rara da trovare. Girando sul web, ho scoperto questa fantastica ricetta qui.

La ricetta richiede un po’ di pazienza, ma ne vale la pena. Il risultato è questo pane fragrante, morbido dentro con la crosta croccante. Grazie ancora a Sara per aver condiviso questa ricetta in maniera così precisa e dettagliata, ma soprattutto grazie per avermi regalato un ricordo così bello. Buon appetito!

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Annalisa

lunedì 12 settembre 2011

Torta di compleanno e biscotti



Oggi trasgredendo alla mia regola di postare una volta alla settimana, voglio condividere con voi la ricetta di questa torta che ho preparato per il mio compleanno che era ieri. La torta è un pandispagna molto semplice e leggero, senza aggiunta di burro, i biscotti che ho usato per decorare la torta sono "lingue di gatto", naturalmente fatti da me, anche questi biscotti fanno parte della categoria " paste al burro montato". Per farcire la torta mi sono ispirata a un dolce anglosassone che io adoro: il Victoria sandwich, infatti per la farcia ho usato sia marmellata di fragole, (e in casa ne avevo una inglese squisita che Martina mi ha portato dal suo viaggio in Inghilterra), che panna. Risultato: una torta celestiale, che ho ricoperto con panna, e decorato con frutti di bosco, funghetti di meringa e soldi di cioccolato. Una torta anglo-italiana e come non potrebbe esserlo, con un quasi-genero inglese? Per farla vi occorrerrano:


  • 200 g di zucchero semolato
  • 100 g di farina "00"
  • 100 g di fecola di patate
  • 6 uova
  • 1 bustina di vanillina
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • marmellata di fragole, o a piacere qb
  • 1/2 litro di panna anche vegetale
  • decorazioni varie a piacere
  • burro e farina per la teglia
Mettete lo zucchero in una terrina, rompete le uova e separate gli albumi dai tuorli, aggiungendo questi ultimi allo zucchero. Mettete gli albumi in una terrina ben pulita e asciutta. Con un cucchiaio di legno lavorate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto soffice e chiaro, se sollevato con il cucchiaio e lasciato cadere il composto deve scendere a "nastro". Ora montate gli albumi a neve fermissima, le fruste se avete lavorato bene una volta sganciate devono rimanere "in piedi". Aggiungete gli albumi montati a neve ai tuorli, fate questa operazione aggiungendo un cucchiaio di composto per volta, con movimenti dal basso verso l' alto per non smontare gli albumi. Una volta terminato, aggiungete la farina setacciata con il lievito e la bustina di vanillina. Versate il composto in una teglia imburrata e infarinata e passate in forno(elettrico) preriscaldato a 180°C per circa 40 minuti, abbassando la temperatura a 150°C dopo i primi 20 minuti. Una volta cotta, lasciate la torta nel forno spento per 5 minuti, dopodiché fatela raffreddare su una gratella.






Per i biscotti " Lingue di gatto"

  •  250 g burro
  • 400 g zucchero a velo
  • 1 cucchiaio da the di essenza di vaniglia
  • 10 albumi d 'uovo
  • 400 g di farina setacciata

Prima di iniziare devo dire che queste dosi sono per 90-100 biscotti, io ho dimezzato due volte le dosi e tuttavia ho ottenuto una notevole quantità di biscotti. In una terrina montate il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero. Profumate il composto con la vaniglia. Rompete le uova e separate i tuorli dagli albumi, sbattete questi ultimi con una forchetta fino a farli spumeggiare, tenete i tuorli da parte per altro uso. Aggiungete gli albumi poco alla volta al burro montato, mescolando adagio con un cucchiaio di legno dopo ogni aggiunta. Man mano che incorporate gli albumi, il composto sembrerà impazzire, continuate a mescolare per incorporare gli albumi. Setacciate la farina in un' altra terrina e poi versatela a pioggia, tutta in una volta nel composto. Lentamente con il cucchiaio di legno o una spatola incorporate la farina, essa legherà gli ingredienti formando una pasta molto omogenea e molle. Inserite una bocchetta liscia di 1 cm di diametro in una tasca da pasticciere, riempitela con la pasta e su una placca da forno foderata con carta da forno, modellate la pasta in bastoncini lunghi circa 7 cm, interrompendo il flusso della pasta in modo netto con un coltellino. Distanziate bene i bastoncini tra loro perché, cuocendo, la pasta si spande. Cuocete i biscotti in forno preriscaldato a 220°C per 7-8 minuti finchè il loro orlo non sarà ben dorato. Fate raffreddare su una griglia. Questi biscottini sono ottimi sul gelato, per guarnire dolci ma anche uniti due a due con una crema al limone o una ganache. Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest:
 

venerdì 9 settembre 2011

Gueffus incappaus

 

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Quest’ anno in occasione della visita di mia sorella che vive a Milano, ho voluto creare assieme ad altri dolci tipici sardi, questi deliziosi dolcetti, sardi anche loro naturalmente, denominati “gueffus incappausu”. La ricetta è molto semplice ed è a base di mandorle, la copertura invece è una glassa reale. Per fare questi dolcetti vi occorreranno:

Per i gueffus

  • 1 kg di zucchero
  • 1 kg di mandorle sgusciate e pelate
  • la scorza di 1 limone non trattato
  • mezzo bicchierino di acquavite
  • acqua
  • aroma di fiori d’ arancio

Per la glassa reale

  • 1 albume
  • zucchero a velo q.b

Pelate le mandorle tuffandole in acqua calda per qualche minuto, dopodiché fatele asciugare bene su di un canovaccio pulito, una volta asciutte tritatele finemente. Grattugiate la scorza del limone e tenete da parte. Mettete in un tegame dal fondo pesante lo zucchero con poca acqua e fatelo sciogliere a fuoco moderato, aggiungete le mandorle, la scorza del limone, il liquore, e l’ aroma di fiori d’ arancio. Mescolate con un cucchiaio di legno il tanto che basta per amalgamare perfettamente tutti gli ingredienti. Togliete dal fuoco e bagnandovi le mani in un po’ di acquavite, formate delle palline grandi più o meno come una noce. Sistemate le palline in pirottini di carta e preparate la glassa, mettete l’ albume in una terrina e aggiungete mescolando continuamente lo zucchero a velo, continuate così fino a quando la vostra glassa non raggiungerà la consistenza desiderata, io non ho delle dosi precise anche perché gli albumi possono essere più o meno grandi, e perciò assorbire più o meno zucchero. Una volta pronta la glassa distribuitela sopra i gueffus e guarniteli con palline colorate seguendo la vostra fantasia, eseguite questa operazione velocemente perché la glassa all’ aria asciuga subito! Buon appetito!

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Annalisa

venerdì 2 settembre 2011

Taralli pugliesi e insalata caprese

 

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Mancano circa una ventina di giorni all’ inizio ufficiale dell’ autunno, ma il caldo proprio non ne vuole sapere di lasciare il posto a un po’ di brezza! L’ aria è proprio irrespirabile, forse ancora di più che in certe giornate d’ agosto. Nonostante ciò io non mi scoraggio e da “brave cook” quale sono, continuo a cucinare e persino ad accendere il forno, così non me ne vogliano gli amici pugliesi mi sono cimentata in una ricetta di un prodotto tipico di quella meravigliosa regione: i taralli pugliesi, per farli vi occorreranno:

  • 500 g di farina “00”
  • 150 ml di vino bianco secco
  • 15 g di sale
  • 120 ml di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaino di semi di anice ( che io non ho usato)

In una terrina versate la farina, il vino, l’ olio, il sale, e i semi di anice. Impastate sino ad ottenere un impasto morbido e liscio, nel frattempo portate a ebollizione in una pentola abbondante acqua salata, accendete il forno a 200°C (ventilato).Dividete la pasta in palline, da queste palline ricavate dei rotolini dal diametro di un mignolo,e lunghi circa 8-10 cm. Formate un anello e chiudetelo bene facendo combaciare le due estremità. Ora tuffateli nell’ acqua bollente 10 per volta, preparate un canovaccio pulito e, appena vengono a galla” pescateli” con una schiumarola e metteteli ad asciugare per qualche minuto sul canovaccio, proseguite così sino a quando avrete finito tutti i taralli. Una volta asciutti, mettete i taralli sulla piastra del forno rivestita di carta forno, infornate per 15 minuti o fino a quando i taralli avranno raggiunto una doratura uniforme. Io personalmente non adoro i semi di anice anche se richiesti dalla ricetta originale, perciò ho fatto questi taralli senza aromi, voi se volete ( e ne esistono anche in commercio) potete sostituire i semi di anice con peperoncino, origano o quello che la vostra fantasia e il vostro gusto vi suggeriscono.

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Dopo i taralli per riposarmi e soprattutto per non accendere forno e fornelli ho portato in tavola un classico italiano: l’insalata caprese con mozzarella, pomodoro e basilico. La ricetta è semplice, vi basterà procurarvi dei pomodori saporiti, e in questa stagione non dovrebbe essere difficile, dell’ ottima mozzarella se volete anche di bufala, del basilico fresco in questo caso io ho usato il mio,  dell’olio extravergine d’ oliva e sale. Ho voluto disporre il piatto in questo modo, perché si sa, anche l’ occhio vuole la sua parte! Buon appetito!

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Annalisa

venerdì 26 agosto 2011

Il mio corso di dolci sardi… Gattò Quartese di mandorle e bianchini




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Google translator translates "gattò" ( sardinian word which comes from the french "gateau") with "cat"... I hope none of my readers has thought that the making of this cake involves a cat! This cake is just an almond brittle, so all you'll need is sugar and almonds... no cats :)

Mercoledì ho avuto la fortuna di partecipare a un corso di dolci sardi, quando ho pensato di postare la mia “creazione” ho realizzato quanto sono fortunata a vivere in quest’ isola. Mi rendo conto anche che forse non ho mai parlato abbastanza della sua cultura e delle sue tradizioni, e in particolare della tradizione dolciaria della mia città: Quartu Sant’ Elena. Quartu Sant’Elena vanta un’ antichissima tradizione dolciaria,e in questo corso io ho avuto la fortuna di poter realizzare, con l’ aiuto di due abili insegnanti un dolce tipico il "gattò (croccante) di mandorle” ( dal francese gateau) che nelle foto sopra vedete realizzato a forma di cestino. Ma nella mia città in occasioni importanti vengono creati con il gattò dei veri e propri monumenti, opere d’arte di inestimabile valore, interamente create a mano, “ricamate” con pasta di zucchero e ornate con fiori di zucchero fatti a mano uno per uno. In questo corso io sono stata affiancata da due delle poche persone che ancora oggi mandano avanti questa tradizione. Se volete vedere questi splendidi capolavori andate qui (potete ingrandire la foto, cliccandoci sopra). Il gattò è un dolce formato da zucchero sciolto sul fuoco con aggiunta di mandorle, una volta pronto si lavora dandogli la forma voluta e facendo attenzione perché il gattò (croccante) è bollente. Una volta raffreddata la propria creazione si spennella con uno sciroppo di zucchero, tante volte fino a formare la patina bianca che vedete, poi si prepara una glassa reale,  si “ricama” e si aggiungono i fiori. A dire la verità, l’ho fatta molto breve anche perché sono profana in materia, ma vi assicuro che oltre ad essere un lavoro abbastanza complicato, creare un gattò è molto faticoso. L’ altro dolce che abbiamo preparato sono i "bianchini”. Una meringa arricchita con mandorle tagliate “a foglia” e tostate, deliziosi, si preparano per matrimoni, battesimi e altre occasioni importanti. E’ stata una bella esperienza questo corso e oltre ad aver cercato di apprendere il più possibile sui dolci, ho imparato tante cose sulla cultura e sulle tradizioni della mia città. Spero di aver trasmesso con questo post anche a voi le stesse emozioni che ho provato io.
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Annalisa