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lunedì 27 aprile 2026

Pirichittus Prenus


 





Mi sono resa conto che sono passati diversi mesi dal mio ultimo post, ma ormai mi sono abituata a questo ritmo lento, prediligendo la qualità dei post alla quantità. Il dolce di oggi fa parte della tradizione sarda, ed è tipico della zona di Cagliari. E' sicuramente uno dei più semplici ma non per questo(ve l'assicuro) meno delizioso degli altri. In Sardegna esistono due versioni di Pirichittus: prenusu(pieni) che sono quelli che vi presento oggi, e de bentu(di vento) vuoti all'interno, una sorta di grandi bignè ricoperti da una glassa di zucchero cotto a "mesu puntu", trovate i miei qui. I Pirichittus prenusu sono appunto pieni all'interno e vengono ricoperti sempre con la stessa glassa di zucchero che li rende friabili ma morbidi all'interno. Il profumo di limone caratterizza questi piccoli e deliziosi dolci che non mancano mai nelle cerimonie più importanti come battesimi e matrimoni. E' usanza che vengano creati in formato mignon e fatti benedire per la festività di san Biagio. Per questa ricetta ringrazio la signora Silvana Casanova del gruppo Dolci di Sardegna. La ricetta:

INGREDIENTI:
  • 500 g di farina "00"
  • 1 bustina di lievito chimico in polvere
  • la scorza di un limone grattugiato
  • 5 tuorli e 1 uovo intero
  • 1 pizzico di sale fino
  • 25 g di zucchero semolato
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 1/2 bicchiere di olio di semi
  • un bicchierino da liquore di acquavite( io non l'ho aggiunta)
PER LA GLASSA
  • 500 g di zucchero
  • 1/2 bicchiere d'acqua
  • la scorza di un limone grattugiata
PROCEDIMENTO:
  1. Setacciare la farina con il lievito e il sale e versarla in una terrina, aggiungere lo zucchero e con una frusta mischiare le polveri.
  2. In un altra terrina rompere le uova e versare i tuorli più l'uovo intero, aggiungere il latte e l'olio di semi, se volete il liquore e la scorza del limone grattugiata.
  3. Miscelare bene tra di loro gli ingredienti liquidi e versarli sulla farina.
  4. Impastare a mano, formare una palla e far riposare coperta per circa 30 minuti.
  5. Riprendere l'impasto e tagliare dei piccoli pezzi, io ho fatto pezzi da 20 g, ma si possono fare da 30 o 50g.
  6. Con i pezzi formare delle palline e metterle sulla leccarda del forno rivestita di carta forno.
  7. Infornare in forno preriscaldato a 170°C ventilato o 180°C statico fino a che saranno di un bel color dorato.
  8. Preparate la glassa mettendo in una pentola capiente e dal fondo pesante lo zucchero e l'acqua, portate alla temperatura di 116°C o fino allo stadi della piccola bolla, versateci la scorza del limone grattugiata e i pirichittus, rigirateli nello sciroppo con un cucchiaio di legno o una spatola in silicone, facendo in modo che siano tutti ricoperti, la glassa deve formare una patina bianca.
  9. Togliete i pirichittus dal tegame e fateli raffreddare su carta forno.


Dedicati alla mia Pirichitta, la più bella amore della mia vita <3

Dedicati anche a te piccolo Coffee, compagno discreto per 19 anni, sei stato con me sempre, nel sole e nelle tempeste,  resterai per sempre nel mio cuore <3

sabato 8 novembre 2025

Pan'e saba


 



Era un progetto che avevo in testa da anni, da quando una collega di Meana Sardo(NU) mi aveva fatto assaggiare il pan'e saba prodotto nel suo paese. La prima cosa che mi aveva affascinato era stata la decorazione, le mandorle disposte su tutto il pane lo facevano assomigliare a un riccio, i confettini colorati gli conferivano un aspetto invitante che non veniva tradito al primo morso, anzi. Il pane era ricco di mandorle noci e altra frutta secca e con tanto nettare degli dei: la sapa. Ho voluto provare la ricetta della mia amica Maria Paola Farris autrice del blog Le ricette di nonna Paola e fondatrice dell'omonimo meraviglioso gruppo FB di cui faccio parte. La ricetta in questione è del paese di Sestu (CA) e la trovate qui, per la decorazione invece mi sono ispirata proprio al pan'e saba di Meana Sardo. Per la semola e la farina fiore sardo per me introvabile, mi sono affidata al Mulino Su Mori di San Gavino Monreale. Su Mori offre una vasta gamma di farine e semolati vari anche di Senatore Cappelli, tutti rigorosamente macinati a pietra. Le farine e le semole sono di ottima qualità e il personale particolarmente gentile e attento alla clientela, mi hanno sorpreso con un biglietto di ringraziamento scritto a mano e inserito nel pacco dell'ordine. Se volete potete acquistare le loro farine e non solo, qui.E se volete seguire il blog di Maria Paola o ancora meglio iscrivervi al meraviglioso gruppo, troverete ricette sarde e non, dolci e salate. Ma ora la ricetta che io ho dimezzato e ho voluto eseguire con il mio lievito madre: 


INGREDIENTI:

  • 800 g di semola rimacinata Senatore Cappelli
  • 200 g di farina fiore sardo o farina "00"
  • 200g lievito madre ben rinfrescato o 2 g di lievito di birra fresco
  • 300 ml di acqua
  • 15 g di sale
  • 500 ml di sapa + 300ml circa per intingere il pane una volta cotto
  • 150 ml di miele di acacia
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1 bustina di "Saporita"
  • 5 chiodi di garofano in polvere o 1/2 cucchiaino da tea
  • buccia di arancia secca tritata finemente, io ho usato quella in polvere. La trovate su Amazon
  • 600 g di uvetta reidratata in Marsala un'ora prima di impastare
  • 500 g di mandorle non pelate tritate grossolanamente più quelle per decorare(pelate)
  • 200 g di noci
  • 200 g di nocciole
  • 200 g di pinoli
  • palline colorate e argentate di zucchero per decorare
PROCEDIMENTO:
  1. In una ciotola capiente setacciare la farina e la semola, aggiungere l'acqua quindi impastare grossolanamente e far riposare l'impasto per 30 minuti
  2. Trascorso il tempo, inserire il lievito, 300 ml di sapa tiepida dove avremo sciolto il miele poco per volta, la cannella, la saporita, i chiodi di garofano e la buccia di arancia. Impastare bene.
  3. Copreire con un coperchio o con pellicola trasparente da cuucina, far lievitare in luogo tiepido per 24 ore
  4. Trascorso il tempo lavorare per qualche minuto l'impasto dentro la ciotola, inserire la frutta secca continuando a impastare, i 200 ml di sapa rimasti e l'uvetta ben strizzata. Incorporare bene tutti gli ingredienti e mettere nuovamente a lievitare per 24 ore.
  5. Trascorso il tempo, formare i pani, a me ne sono venuti quattro di circa 500/600 g l'uno. Decorare i pani con le mandorle e mettere nuovamente a lievitare per 24 ore.
  6. Accendere il forno in modalità statica e portarlo alla temperatura di 150°C, infornare i pani e cuocere per circa 50 minuti. Appena cotti sfornare e immergere i pani ancora caldi nella sapa, decorare con le palline di zucchero colorate e argentate.


 



Annalisa

lunedì 22 settembre 2025

Savoiardi "Is Pistoccus"














Nonostante il solstizio d'autunno , settembre ci regala ancora giornate estive.  Il turismo ferragostano chiassoso e festaiolo ha lasciato il posto a quello settembrino più quieto e silenzioso. Piano piano le persiane si chiudono sulle finestre come occhi che si chiudono cercando il riposo nella quiete notturna. Le scuole riaprono i loro cancelli all'inizio di un nuovo anno scolastico e bimbi e ragazzi si apprestano a cominciare una nuova avventura! Comincia il periodo dell'anno che amo di più in assoluto, le foglie che ingialliscono e volteggiando cadono lungo i viali, come ballerine in un girotondo infinito. Il profumo della terra dopo la pioggia, il profumo della nostra macchia mediterranea: il mirto, il lentisco. In questa cornice torna (ma in realtà non si è mai sopita) la mia voglia di baking. Ho pensato tanto a questi biscotti, ho pensato a lungo a quando farli. "Is Pistoccus" in lingua sarda. Biscotti che non mancavano mai a casa di mia nonna, offerti su un elegante vassoio  con un caffè. Soffici, quasi impalpabili, i savoiardi sardi sono biscotti creati con un composto di uova , zucchero, farina e amido di mais. Ho preso la ricetta qui la ricetta è della signora Rita Mascia e il risultato è stato fantastico. I savoiardi sardi vengono spolverizzati con zucchero a velo, ma io ho voluto dare la mia personale interpretazione decorandoli con ghiaccia reale e perline argentate per un tocco elegante. Ma ora la ricetta:


INGREDIENTI:

  • 4 uova
  • 90 g di zucchero a velo
  • 60 g di zucchero semolato
  • 120 g di farina 00 io 60 g di amido di mais e 60 g di farina 00
  • 1/2 cucchiaino da tea di estratto di vaniglia
PROCEDIMENTO:

  1. Lavorare gli albumi con lo zucchero a velo a neve ben ferma
  2. In un'altra terrina lavorare i tuorli con lo zucchero semolato fino ad ottenere un composto chiaro e soffice
  3. Incorporare una parte di albumi ai tuorli, quindi versare i rimanenti albumi montati a neve avendo cura di incorporarli al composto con movimenti delicati dal basso verso l'alto in modo che non si smontino
  4. Aggiungere la vaniglia e per ultima la farina( io amido di mais più farina) setacciata
  5. Foderare due teglie con carta forno, riempire una sac a poche munita di bocchetta tonda liscia(classici) io ho usato un beccuccio a stella aperta
  6. Infornare per 15 minuti  a 150°C in forno statico, ventilato 140°C
  7. Prima di infornare spolverizzare la superficie dei biscotti con zucchero a velo, aspettare erli  qualche minuto e ripetere l'operazione, quindi infornare come da ricetta
  8. Una volta sfornati lasciare raffreddare i biscotti e toglierli dalla teglia
  9. Se volete potete decorare con ghiaccia reale



Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle
come farfalle
spensierate?

Venite da lontano o da vicino
da un bosco o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso che vi porta via?


Trilussa



Annalisa

lunedì 17 gennaio 2022

Torta di sapa




 

Primo post del 2022 con una torta preparata per le festività di novembre. Diverse cose sono successe da allora e ho rimandato il post diverse volte, nel frattempo sono andata e tornata dagli USA, ho finalmente potuto tenere tra le braccia la mia bellissima e amatissima nipotina, e quanto è stato bello il tempo passato con lei, ho riabbracciato mia figlia e mio genero finalmente dopo due anni! E tra tamponi , voli cancellati, ritardi, temperature di 30 gradi sotto lo zero e tanta ma tanta, tantissima neve, rieccomi sulla mia piccola ma meravigliosa isola, seduta davanti al mio pc a condividere con voi questa delizia della tradizione sarda: la torta di sapa o saba. Un dolce tipico sardo preparato con la sapa, in occasione delle festività di Ognissanti. La sapa è uno sciroppo ricavato dal mosto appena pronto, cotto in un paiolo di rame assieme ad alcune noci intere che rivoltandosi mentre quest'ultimo bolle evitano che lo sciroppo si attacchi al fondo del recipiente: la sapa è pronta quando lo sciroppo si sarà ridotto a un terzo della quantità iniziale. L'alta concentrazione di zucchero contenuto nello sciroppo lo rende idoneo a una lunga conservazione.(fonte Wikipedia) Io personalmente la considero il nettare degli Dei! Ed ora la ricetta per chi volesse cimentarsi, la forma della torta dipende dai gusti personali, nel mio caso ho scelto uno stampo da ciambella dal diametro di 24 cm.


INGREDIENTI

  • 250 g di sapa
  • 250 g di farina "00"
  • 75 g di zucchero semolato
  • 15 g di strutto
  • 1 uovo intero freschissimo
  • 1/2 bustina di lievito chimico in polvere per dolci
  • 1/2 bustina di saporita
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 70 ml di latte
  • 150 g di mandorle tostate e macinate grossolanamente
  • 150 g di noci macinate grossolanamente
  • 200 g di uva passa
  • arancia secca q.b ( io l'ho sostituita con scorze d'arancia candita finemente tritata)
PROCEDIMENTO
  1. Preriscaldate il forno a 180°C
  2. In una terrina versate la farina, la saporita e il lievito. Miscelare tutti gli ingredienti e tenere da parte
  3. Rompete le uova dentro una terrina, aggiungete lo zucchero e lavoratele con la frusta elettrica fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso che se tirato su con le fruste scenda a nastro. Unite la sapa e il latte.
  4. Aggiungete al composto di uova gli ingredienti secchi e mescolate bene
  5. Aggiungete ora la frutta secca( mandorle ,noci, arancia e uvetta) e per ultimo lo strutto
  6. Versate il composto in una teglia imburrata e infarinata e infornate per 35-40 minuti, fate sempre la prova stecchino prima di sfornare
  7. Una volta cotta, sfornate la torta e sformatela appena tiepida, decoratela a piacere spennellandola di sciroppo di sapa e perline colorate o come ho fatto io con mandorle e stecche di cannella.
Questo composto può essere cotto anche in una teglia da muffin preparata con pirottini così da ottenere porzioni singole, enjoy!







Annalisa

lunedì 8 novembre 2021

PABASSINAS DI SENEGHE (OR)





 Le pabassinas sono un dolce tipico sardo  che viene preparato in occasione delle festività di Ognissanti. Diffuso in tutta la Sardegna e conosciuto con diversi nomi a seconda della zona, le pabassinas prendono il loro nome dalla parola "papassa" che in lingua sarda significa uva passa. Questi dolci vengono preparati con o senza sapa ( sciroppo di mosto cotto). La mia ricetta non prevede la sapa, è molto speziata e ringrazio Susanna per avermela passata! La ricetta è perfetta, dovete solo regolarvi mentre aggiungete la farina prevista, fatelo un po' alla volta: infatti la quantità può variare, questo dipende dall'umidità dell'impasto. Con queste dosi otterrete molti dolcetti, io le ho dimezzate e il risultato è stato comunque abbondante. Ad ogni modo se volete cimentarvi ecco qui la ricetta:

INGREDIENTI:
  • 4 uova intere
  • 400 g di zucchero semolato
  • 250 ml di latte
  • 1 hg di burro sciolto
  • 1 hg di strutto sciolto
  • 1 bicchierino da liquore di Sambuca o altro liquore ( io ho usato Maraschino)
  • 15 g di ammoniaca per dolci
  • 1 kg di farina "00"
  • 10 g di bicarbonato
  • 1 cucchiaino da tea di estratto di vaniglia
  • 10 g di semi di anice macinati
  • scorza di arancio secca
  • scorza di un limone grattugiata
  • 1 bustina di lievito chimico per dolci
  • 1 cucchiaio da tavola di chiodi di garofano macinati
  • 250 g di noci macinate grossolanamente ( no farina )
  • 500 g di mandorle macinate ( no farina)
  • 500 g di uva passa precedentemente reidratata in acqua, strizzata e asciugata
PROCEDIMENTO:
  1. Dividere il latte in due contenitori diversi e intiepidirlo, versare in un contenitore il bicarbonato e nell'altro l'ammoniaca
  2. Sbattere le uova con lo zucchero senza montarle
  3. Unire tutti gli ingredienti tranne la farina
  4. Unire la farina un po' per volta fino ad ottenere un impasto tipo frolla morbida che si possa lavorare
  5. Prendere una parte di impasto e sul piano di lavoro leggermente infarinato formare un filone dal diametro di circa cinque centimetri
  6. Appiattirlo con le mani, o usando una lama larga di coltello o una spatola per dolci, fino ad avere uno spessore di circa 1,5 cm
  7. Praticare dei tagli obliqui in modo da ottenere dei piccoli rombi, posizionarli su una teglia rivestita di carta forno un pochino distanti tra loro
  8. Infornare a 180°C per 8-10 minuti.
  9. Una volta cotti sfornare i dolci e farli raffreddare completamente
  10. Decorarli con una ghiaccia preparata con zucchero a velo, acqua e se volete qualche goccia di succo di limone. La ghiaccia deve essere abbastanza consistente in modo che una volta spalmata sul dolce non coli, decorate con palline di zucchero colorate e argentate



Enjoy!

Annalisa
 

domenica 3 maggio 2020

Moddizzosu di Dorgali (NU) Remake





Quando postai questo pane nel "lontano" 2014 non mi preoccupai di scrivere la ricetta ma mi limitai a mettere il link al sito dal quale l'avevo presa. Ormai sono anni che non faccio più questo delizioso pane, così l'altro giorno quando ho deciso di farlo mi sono accorta che il link non funziona più o meglio il forum dal quale avevo preso la ricetta non esiste più! Che dire ho supplicato la mia memoria di venirmi incontro e piano piano mi sono ricordata i vari passaggi, eh si perché erano questi che non riuscivo a ricordare: ecco perché remake! Ed ora qualche notizia su questo pane: la sua zona di origine e produzione è il paese di Dorgali nella zona centro orientale della Sardegna, il suo aspetto ricorda quello della pita il pane greco. L'impasto di questo pane è fatto con patate e sola semola di grano duro possibilmente locale, arricchito con lo strutto e cotto nel forno a legna si gonfia fino a formare una soffice " tasca" che può essere farcita con salumi e formaggi: una delizia soffice e profumata. Ed ora la ricetta che questa volta ho ricreato con il lievito di birra disidratato ma che prometto la prossima volta farò con il lievito madre. Come ultima cosa ma per questo non meno importante, volevo ringraziare tutte quelle "blogger" che si sono impossessate delle mie foto facendole passare per loro con tanto di firma! Ho sempre pensato di non valere granché come fotografa ma tutto questo mi fa decisamente ricredere e lasciatemelo dire mi lusinga! Vorrei solo sapere se hanno preso la foto da me, come hanno fatto a fare la ricetta in questione??? Questi sono i misteri della blogland :) Enjoy the bread!

INGREDIENTI PER QUATTRO PANINI:

  • 250 g di semola di grano duro
  • 250 g di patate a pasta gialla
  • 50 g di strutto
  •  1 cucchiaino da tea di sale fino
  • 1 bustina di lievito di birra disidratato 7 g
PROCEDIMENTO:
  1. Lessare le patate con la buccia in abbondante acqua, una volta cotte scolarle, lasciarle intiepidire quindi sbucciarle e schiacciarle con l'aiuto di uno schiacciapatate.
  2. Versare la semola nella ciotola dell'impastatrice, aggiungere le patate schiacciate, il lievito e lo strutto, impastare a velocità media.
  3. Trasferire l'impasto in una terrina pulita, sigillarla con della pellicola trasparente da cucina e metterla a lievitare in un luogo tiepido al riparo da correnti d'aria. Lasciarla lievitare per un'ora o finché avrà raddoppiato il suo volume.
  4. Trascorso il tempo di lievitazione trasferire l'impasto sul piano di lavoro e dividerlo in quattro parti di peso uguale (150 g) e formare delle palline.
  5. Con l'aiuto di un matterello spianare le palline dandogli una forma tonda dal diametro di 15 cm e lo spessore di 1/2 cm.
  6. Preparare un canovaccio spolverato con la semola, mettere a lievitare i pani uno su l'altro divisi da un canovaccio sempre spolverato con la semola. Lasciare lievitare 30 minuti.
  7. Preriscaldare il forno a 250°C posizionando la pietra refrattaria nella parte più alta .
  8. Infornare i pani uno- due per volta e cuocerli per 6-7 minuti o fino a che saranno di un bel colore dorato.




Annalisa

giovedì 4 dicembre 2014

Pastissus

 

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Nelle foto sopra i pastissus fatti al corso della scuola civica dolciaria di Quartu Sant’ Elena (CA)

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Nelle foto sopra i pastissus fatti a casa

 

Ancora un dolce sardo e tipico di Quaru Sant’Elena, anche questo delizioso e candido come i candelaus. Si tratta ancora una volta di un dolce che racchiude un ripieno di mandorle e uova, molto simile a un pandispagna arricchito di cedro e un pizzico di cannella. Il cestino è fatto con un impasto di semola zucchero e strutto, dopo aver cotto il dolce si spennella con due mani di sciroppo di zucchero, infine si decora con glassa reale, perline argentate e foglia oro alimentare. Ho partecipato a questo corso a fine settembre e la settimana scorsa sono riuscita a rifare questi dolci a casa. Sono rimasta molto soddisfatta, e sicuramente li rifarò in futuro magari per Natale. Per fare i pastissus ( che in lingua sarda significa pasticcini) vi occorrerà un po’ di pazienza, ma il risultato vi appagherà sicuramente. Ed ora la ricetta:

Per prima cosa vi dovrete procurare degli stampini del tipo per tartellette, rotondi, a forma di rombo o anche di forma quadrata.

INGREDIENTI  PER LA SFOGLIA DEL CESTINO:

  • 1 kg di semola di grano duro
  • 60 g di zucchero semolato
  • 60 g di strutto
  • acqua q b
  • strutto per ungere gli stampini

INGREDIENTI PER L’ IMPASTO INTERNO:

  • 1 kg di mandorle tritate
  • 20 uova intere freschissime
  • 750 g di zucchero semolato
  • 1 limone-la buccia grattugiata
  • 100 g di cedro candito
  • 1 cucchiaino raso di cannella

PER LA GLASSA – SCIROPPO DI ZUCCHERO:

  • 1 kg di zucchero semolato
  • acqua di fiori d’arancio
  • acqua

PROCEDIMENTO:

PER LA SFOGLIA:

In una terrina versare la semola, lo zucchero, lo strutto aggiungere acqua quanto basta ad ottenere un impasto liscio. Coprire con pellicola trasparente da cucina e lasciare riposare 15 minuti. Ungere gli stampini con lo strutto. Con la macchina per la pasta tirare una sfoglia abbastanza sottile, tagliare la sfoglia in quadrati e foderare gli stampini, stando molto attenti a non formare bolle d’aria tra la sfoglia e lo stampino.

PER L’IMPASTO INTERNO:

Versare le uova e lo zucchero nell’impastatrice munita di gancio a frusta, frullare fino ad ottenere un impasto denso, aggiungere molto lentamente le mandorle, quindi il cedro e la cannella. Versare l’impasto così ottenuto negli stampini precedentemente foderati con la sfoglia, avendo cura di non riempirli troppo, l’impasto interno durante la cottura si gonfierà. infornare in forno precedentemente riscaldato a 180°C per circa 30 minuti. Una volta cotti, sfornare e lasciare intiepidire i pastissus, quindi sformarli e farli raffreddare completamente. Preparare uno sciroppo di zucchero come spiegato qui. Spennellare con lo sciroppo la superficie dei pastissus, lasciare asciugare. Spennellare il cestino lungo il perimetro e alla base, poggiare ad asciugare su carta forno. Ripetere l’operazione una seconda volta sia in superficie che lungo i lati e la base dei pastissus, lasciare asciugare tra una mano e l’altra di sciroppo di zucchero. Una volta asciutti decorare con glassa reale,decorare con perline argentate e foglia oro alimentare. Buon appetito!

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Annalisa

lunedì 1 dicembre 2014

Moddizzosu di Dorgali ( Nu)

 

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Questo delizioso pane sardo viene prodotto nello splendido paese di Dorgali. Dorgali è situato nella zona centro-orientale della Sardegna, e mentre la zona interna ci offre splendidi panorami montani, le sue spiagge sono davvero incantevoli e la vista si perde nel blu cristallino delle sue acque. Il pane in questione è uno dei tanti prodotti in questa zona, e sono tutti davvero deliziosi. Il suo impasto fatto con sola semola di grano duro è arricchito dalle patate, mentre la sua forma ci ricorda la “pita”. La ricetta di questo pane l’ho trovata su Cookaround ed esattamente qui. La ricetta è spiegata davvero bene, io la prima volta ho dimezzato le dosi e per cuocere il pane ho usato la pietra refrattaria avendo l’accortezza di scaldarla molto bene prima di infornare. Temperatura del forno 240°C. Buon appetito!

Annalisa

martedì 25 novembre 2014

Candelaus

 

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Nelle foto sopra i Candelaus fatti al corso della scuola civica dolciaria di Quartu Sant’Elena ( Ca)

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Nelle 4 foto sopra i Candelaus fatti a casa

Un altro dolce tipico di Quartu Sant’Elena, sono i Candelaus. Un dolce elegantissimo e delicato, uno dei più belli tra i dolci sardi, una bomboniera io direi. Ho partecipato a questo corso circa un mese fa e ne sono rimasta entusiasta. I Candelaus sono dei dolci che non si possono certo preparare all’ultimo momento,  la loro lavorazione richiede infatti diversi giorni. Prima si prepara la pasta reale, si formano le scodelline, si fanno asciugare per 2 giorni, si cuociono e poi si spennellano con lo sciroppo di zucchero. Poi c’è la fase della cottura del ripieno composto da mandorle sfogliate, zucchero e aromi vari. Dopo ciò si procede alla spennellatura con lo sciroppo di zucchero. Un lavoro davvero certosino che le maestre dolciarie eseguono da anni con grande maestria, delle vere artiste! Prima di lasciarvi la ricetta, vorrei che questo dolce così candido, oggi rappresentasse il mio nastro bianco per la Giornata Mondiale Contro La Violenza Sulle Donne, spero davvero in un mondo migliore dove non esista più nessuna forma di violenza; sia fisica che psicologica. Ed ecco la ricetta per quanti di voi si vorranno cimentare:

INGREDIENTI PER I CONTENITORI IN PASTA REALE:

  • 1 kg di mandorle tritate
  • 500 g di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino da tea di estratto di vaniglia o pasta di vaniglia
  • 3 bicchieri di acqua 
  • farina per asciugare le dita durante la foggiatura

INGREDIENTI PER IL RIPIENO O FARCIA:

  • 1,200 kg di zucchero semolato
  • 1 kg di mandorle sfogliate 
  • 250 ml di acqua (una scodella)
  • 1 bicchiere di acqua di fiori d’arancio
  • 1 limone non trattato, la scorza grattugiata

 

Per lo sciroppo di zucchero ( per spennellare):

  • 1 kg di zucchero
  • 600 ml di acqua

PROCEDIMENTO PER I CONTENITORI IN PASTA REALE ( SCODELLINE)

  1. Versare lo zucchero in un tegame antiaderente, aggiungere l’ acqua e cuocere fino a raggiungere i 118°C- 120°C ( sciroppo a zucchero filato- zucchero a mesu puntu)
  2. Aggiungere la vaniglia alle mandorle tritate finissime ( scartare eventuali pezzi più grossi) e versarle nello zucchero. Togliere dal fuoco.
  3. Mescolare finché il composto è ben amalgamato e non troppo asciutto, lasciar raffreddare il tutto.
  4. Una volta raffreddato l’impasto, prenderne una piccola quantità ( una piccola noce) formare una pallina, e con l’aiuto di poca farina formare le scodelline. Questo è un lavoro molto delicato e di pazienza, perché molte volte la sfoglia si rompe, soprattutto se ci sono pezzi di mandorla più grossi, per questo è importante che la macinatura sia molto fine.
  5. Lasciare asciugare le scodelline almeno due giorni. Una volta asciutte passarle in forno a 100°C-120°C fino a che non saranno dorate, attenzione a non bruciarle.
  6. In questo corso oltre ad aver preparato i Candelaus, abbiamo preparato anche delle scodelline che poi abbiamo portato a casa da finire.

Procedimento per la glassa:

Preparate uno sciroppo di zucchero come spiegato qui. Spennellate le scodelline due volte nella parte esterna, lasciando asciugare tra una mano e l’altra,( ma se lo sciroppo è al giusto punto di cottura dovrà asciugare subito e formare la patina bianca), e una volta nella parte interna.

PROCEDIMENTO PER IL RIPIENO O FARCIA:

  1. Versare lo zucchero occorrente in un tegame antiaderente, aggiungere l’acqua e l’acqua di fiori d’arancio, preparare uno sciroppo di zucchero 118°C-120°C.
  2. Aggiungere le mandorle sfogliate poco per volta, e cuocere fino a che le mandorle saranno morbide. Il composto deve risultare semiliquido e lucido. Aggiungere la scorza grattugiata del limone e lasciar raffreddare.
  3. Una volta raffreddato il composto riempire le scodelline senza eccedere facendo attenzione a non “sbordare” e che la superficie sia regolare.
  4. Lasciate riposare qualche ora e quindi procedete alla spennellatura della superficie con sciroppo di zucchero, ne occorrono due mani: la prima abbondante serve a formare il “tappo” la seconda a lucidare.
  5. Adesso i Candelaus sono pronti per essere decorati con la glassa reale e se si vuole per un decoro più prezioso e tradizionale con la foglia oro alimentare.

Buon appetito e buon divertimento ai più coraggiosi, only the brave ones!

Annalisa