mercoledì 1 febbraio 2012

Pasta da pane e pizzette fritte


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Quando ho riguardato gli ultimi posts, mi sono accorta di avere postato solo dolci! Anche se sono (ve ne sarete accorti) i miei preferiti, è proprio ora di postare qualcosa di salato, e così mi sono venute in mente la pasta da pane fritta e le pizzette. La prima volta che ho assaggiato la pasta da pane fritta è stata la scorsa estate in occasione del mio corso di dolci sardi. La cosa mi ha incuriosito e ho deciso di ripetere la ricetta a casa. Sapevo anche che a Napoli si fanno delle squisite pizzette fritte e così ho deciso di cimentarmi anche in quelle. Le due ricette sono molto semplici, per farle vi occorrerà:
  • 1,500 kg di farina “00”
  • 1 cucchiaio da tavola di sale
  • 2 cucchiai da tavola di olio extravergine di oliva
  • 900 ml di acqua tiepida
  • 25 g di lievito di birra fresco o una bustina disidratato
In una larga terrina setacciate la farina, aggiungete il sale e l’olio. Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida e incominciate a impastare, quando l’ impasto avrà assorbito tutta l’acqua trasferitelo su un piano infarinato e lavoratelo energicamente per almeno 10 minuti fino ad ottenere un impasto liscio. Rimettetelo nella terrina pulita e infarinata, sigillatela con della pellicola trasparente da cucina e lasciate lievitare da 1 ora e mezza a 2 ore e mezza.Per verificare se la pasta è ben lievitata, premetevi sopra un dito: è pronta se il segno scompare lentamente.
Per il pane: stendete la pasta in una sfoglia alta mezzo centimetro e con una rotella dentellata o liscia tagliatela in tanti rettangoli o rombi. Friggete la pasta in abbondante olio di semi ben caldo per alcuni minuti per parte. Passateli su carta assorbente da cucina e serviteli ben caldi salandoli in superficie.
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Per le pizzette: dividete la pasta in tante palline di circa 100 grammi l’ una, con le mani allargatele in modo da creare un incavo al centro e lasciare tutto attorno un  bordo alto. Lasciate riposare le pizzette coperte per una decina di minuti. Friggete come sopra, ora disponete le pizzette su una teglia rivestita di carta forno, distribuiteci sopra del sugo di pomodoro, della mozzarella e se volete dell’origano. Passate le pizzette per 5 minuti sotto il grill del forno in modo che la mozzarella si fonda.
Naturalmente le dosi degli ingredienti possono essere dimezzate secondo le proprie esigenze, e si può omettere l’olio nell’impasto. Buon appetito!
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venerdì 27 gennaio 2012

Amaretti sardi e…Buon compleanno Cleopatra


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Ci siamo, con questo post termino con i miei amati dolci sardi, (almeno per ora) riprenderò più avanti con altre delizie della mia splendida Sardegna. Oggi vi presento un dolce che mi riporta indietro nel tempo e precisamente alla mia infanzia, quando trascorrevo le vacanze estive in Sardegna a casa dei nonni; il momento più bello era quando la nonna tirava fuori la scatola di latta e aprendola ci offriva un dolce, io ricordo che indugiavo un po’ e poi sceglievo sempre un amaretto. Mi piaceva quel suo aspetto un po’ “rude” perché celava un “cuore” morbido, un gusto e un profumo inconfondibili che ritrovo ancora oggi quando sforno questi deliziosi dolci. Questi dolci non sono easy da fare, io stessa ho imparato con gli anni a capire il rapporto mandorle-albumi, affinché il risultato finale sia proprio quello di un dolce dall’aspetto “rude” ma con un “cuore” morbido. Per fare gli amaretti vi occorrerà:
  • 1 kg di mandorle dolci
  • 2 hg di mandorle amare
  • 1 kg di zucchero semolato
  • 13 albumi
  • 2 limoni non trattati ( la buccia grattugiata)
Pelare le mandorle tuffandole per qualche minuto in acqua bollente, farle asciugare bene, tritarle e farle asciugare nuovamente dalla mattina alla sera. La sera preparate l’impasto con gli albumi leggermente sbattuti e lo zucchero, poi aggiungete le mandorle e la scorza del limone grattugiata, amalgamate bene sigillate la terrina con della pellicola da cucina e fate riposare l’ impasto tutta la notte in frigorifero. Il giorno dopo controllate la consistenza dell’impasto in questo modo: formate una pallina,poggiatela su un piattino, la pallina si deve leggermente “sedere”, se vi accorgete che l’impasto è troppo “duro” aggiungete 1 o 2 albumi. Ora continuate formando delle palline che farete rotolare nello zucchero semolato, sistematele in una teglia rivestita di carta forno e ponete al centro di ogni pallina una mandorla come vedete nella foto. Cuocete gli amaretti in forno preriscaldato a 150°C per circa 30-40 minuti. Lasciate raffreddare bene prima di togliere gli amaretti dalla teglia. Un’ altra versione della ricetta prevede che gli albumi siano montati a neve e incorporati piano piano alle mandorle, io ho provato in tutti e due i modi e il risultato è stato lo stesso. Un consiglio: io uso sempre meno albumi rispetto alla ricetta, casomai aggiungo qualche albume dopo. Buon Appetito!
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E oggi non poteva mancare questo post, tutto dedicato alla mia dolcissima Cleopatra che mercoledì ha compiuto 5 anni. Chi mi conosce sa del mio amore immenso per i miei cagnolini e per i miei gattini, e naturalmente per tutto il mondo animale. Cleopatra è con noi da 5 anni e a me sembra ieri che riuscivo a tenerla in braccio, e ora lei è così grande e così dolce, noi l’abbiamo festeggiata con questa “torta” e tantissime coccole…niente in confronto all’amore che lei ci regala ogni giorno! Buon compleanno Cleopatra, ti vogliamo bene!
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Per ovvie ragioni ho dovuto tenere Cleopatra distante dalla torta…avrebbe potuto bruciarsi!!!
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Cleopatra, “Cleo” a tre mesi.

venerdì 20 gennaio 2012

Biscottini di Serrenti “is pistoccheddus”…e un po’ di confusione!

 

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Quando ho deciso di postare questi deliziosi biscottini mi sono accorta di avere fatto un po’ di confusione con le foto, infatti ne ho scattate diverse ma del cesto con tutti i dolci e non di quello con solo i biscottini di Serrenti. Ad ogni modo i biscottini di Serrenti sono quelli a forma di “esse” e di ciambella sulla destra. I biscottini di Serrenti “is pistoccheddus de Serrenti” in dialetto sardo, sono dei deliziosi dolci della tradizione sarda, glassati e decorati con perline d’argento o colorate, o con rettangolini di carta oro. Serrenti è un paese del medio campidano da dove hanno origine questi buonissimi biscottini, per questo vengono chiamati così, per farli vi occorrerà:

  • 8 uova (per metà dose 4 tuorli e 1 uovo intero)
  • 1 kg di farina “00”
  • 100 g di strutto
  • 250 ml di latte
  • 1 bustina di lievito
  • 1 bustina di vanillina
  • 40 g di ammoniaca per dolci
  • la scorza di due limoni non trattati grattugiata
  • 200 g di zucchero semolato

Per la glassa:

  • 4 albumi
  • 1 kg di zucchero a velo

In una terrina o se volete nell’ impastatrice, mettete i tuorli (o i tuorli più l’ uovo intero per metà dose) con lo zucchero e lavorate molto bene. Ora aggiungete piano piano gli altri ingredienti: la vanillina, la scorza dei limoni grattugiata, lo strutto semiliquido e la farina setacciata con il lievito. Sciogliete l’ammoniaca nel latte e aggiungetelo piano piano all’impasto che dovrà essere lavorato benissimo. L’ impasto all’ inizio sarà appiccicoso ma se lo lavorerete bene assumerà la consistenza di una pasta frolla. Quando l’ impasto è pronto, prendetene una pallina e fate un rotolino lungo 10 cm circa. Da questo rotolino formate delle ciambelle chiudendolo a cerchio su se stesso, oppure fate delle “esse”. Cercate di non fare rotolini molto grossi perché in cottura si gonfieranno molto. Metteteli a cuocere in forno preriscaldato a 180°C fino a che non saranno dorati, ricordatevi inoltre che l’ ammoniaca per dolci pur essendo innocua in cottura emana un odore particolarmente forte, quando lavorate tenete una finestra aperta. Una volta pronti i dolci, preparate la glassa, io preparo questa che è una glassa reale e si presta bene per questa ricetta. Cominciate a versare lo zucchero a velo setacciato nella ciotola dove avrete messo gli albumi e amalgamate, man mano che gli albumi avranno assorbito lo zucchero aggiungetene dell’altro sempre setacciato e così via fino ad ottenere una glassa densa e liscia. Io a questo punto uso le fruste elettriche e monto ancora un po’ la glassa aggiungendo anche qualche goccia di succo di limone. Una volta pronta la glassa comincio a spennellare il fondo dei dolcetti e li sistemo sulla placca del forno. Riscaldo il forno a 100°C cottura ventilata e li metto dentro ad asciugare senza farli scurire, stando attenta cioè a non far caramellare lo zucchero. Una volta pronti, glasso la parte superiore e la decoro con perline colorate o d’argento, ma molto velocemente perché la glassa asciuga in fretta e le decorazioni non si attaccano alla superficie, poi passo in forno come sopra. L’ ammoniaca per dolci è un agente lievitante ed è presente in molti dolci della nostra tradizione, so che la ricetta che ho condiviso con voi oggi non è molto easy però condividere e far conoscere un po’ della mia terra è una cosa che mi rende particolarmente orgogliosa e felice di essere sarda. Buon appetito!

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venerdì 13 gennaio 2012

Panini per merenda!

 

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Si lo so, avrei dovuto come promesso continuare a postare le ricette dei miei amati dolci sardi, ma quando questa mattina ho sfornato questi deliziosi, soffici e fragranti panini non ho saputo resistere alla tentazione di condividere la ricetta. Ormai sono circa quattro anni o più che il pane a casa mia non si compra, e quindi ogni volta mi diverto a provare nuove ricette e nuovi formati. Questi panini sono semplici da preparare, e imbottiti con una o due fette di mortadella, o con quello che la vostra fantasia vi suggerisce saranno un’ ottima merenda per i vostri ragazzi. Per farli vi occorrerà:

  • 400 g di farina bianca
  • 1 bustina di lievito di birra secco o mezzo cubetto fresco
  • 10 g di zucchero (2 cucchiaini)
  • 1 cucchiaino raso di sale
  • 1 cucchiaino di malto
  • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 225-250 ml di acqua tiepida (37-40°C)

Per cospargere: acqua per spennellare, sale.

Prima di cominciare a spiegare il procedimento, devo dirvi che io per fare tutti i panini che vedete in fotografia ( sono 18), ho raddoppiato le dosi, ma solo della farina, del sale, dello zucchero, dell’olio e dell’acqua. Le quantità del malto e del lievito sono rimaste invariate. Mettete la farina in una terrina capiente, aggiungete il lievito secco oppure sciogliete quello fresco nell’acqua tiepida. Aggiungete lo zucchero, il malto, il sale e l’olio extravergine d’oliva. Cominciate a impastare aggiungendo l’ acqua un po’ per volta. Trasferite l’ impasto sul tavolo e lavoratelo energicamente per almeno 10 minuti. Naturalmente per fare ciò potete usare l’ impastatrice. Una volta ottenuto un’ impasto liscio e lucido, formate una palla e mettetela a lievitare nella terrina pulita e infarinata. Sigillate la terrina con della pellicola da cucina, e lasciate lievitare l’impasto da 1 ora e mezza a due ore e mezza. Con l’ impasto ben lievitato formate tante palline di media grandezza, e mettetele a lievitare sulla lastra del forno rivestita di carta forno per circa 20 minuti. Trascorso questo tempo, spennellate la superficie dei panini con un po’ di acqua, cospargete di sale e con un coltello affilato incidete la superficie creando una grata. Cuocete nella parte media del forno preriscaldato per 20-25 minuti ( elettrico e a gas: 210-220°C, ventilato: 200-210°C). Mettete una ciotolina piena d’acqua nel forno durante la cottura. Buon appetito!

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venerdì 6 gennaio 2012

Gattò di mandorle



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Come primo post del 2012 ho scelto un dolce che piace proprio a tutti: il croccante di mandorle,” gattò” in sardo dal francese” gateau”. Questo è uno dei dolci che ho avuto la fortuna di realizzare questa estate al mio corso di dolci sardi, affiancata da due abili maestre dolciarie della mia città. Se andate qui vedrete quello che ho realizzato al corso di dolci sardi. Questa che vi propongo oggi è la versione classica del croccante, che si presenta tagliato a forma di rombo e adagiato su foglie di limone, ma appena posso (lo prometto) lo realizzerò nella versione glassata tipica della mia città e lo condividerò con tutti voi, intanto Buon Anno e buon appetito!
  • 1 kg di mandorle pelate e tostate
  • 1,150 kg di zucchero semolato
  • 1 pizzico di cannella
  • 1 pizzico di buccia di arancia secca tostata ( facoltativo)
  • 1 limone intero per stendere il croccante
  • carta forno bagnata e strizzata per il piano sul quale stenderete il croccante,foglie di limone non trattato
Per prima cosa pelate le mandorle tuffandole per pochi minuti in acqua bollente, o diversamente come faccio io compratele già pelate. Fatele asciugare e tostatele in forno a 100°C fino a che non saranno dorate.Munitevi di un pesante matterello e tritate le mandorle schiacciandole con la forza delle vostre braccia, oppure tritatele con un grosso coltello. In un pentolino antiaderente fate sciogliere lo zucchero semolato a fuoco moderato fino a fargli prendere un bel color cannella. A questo punto aggiungete la cannella e la buccia di arancia,e piano piano versate le mandorle. Fate amalgamare bene zucchero e mandorle, e velocemente versate il croccante sulla carta forno bagnata e strizzata. Bagnate il limone e usatelo per stendere il croccante in uno spessore di qualche millimetro. Tagliate il croccante con un grosso coltello, bagnandone spesso la lama in tanti piccoli rombi. Adagiate i rombi su foglie di limone, conferiranno al croccante un aroma delizioso.
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Annalisa

venerdì 30 dicembre 2011

Buon Anno!

 

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Come promesso nel precedente post, comincio a condividere le ricette dei dolci sardi che ho preparato per Natale. La prima ricetta che voglio postare è quella delle “ Pardulas de arrescottu” che in italiano significa “ Formagelle di ricotta”, dolce che prevalentemente si prepara in occasione della Pasqua, ma che come tanti dolci sardi si prepara tutto l’anno. Le pardulas sono dei dolci composti da un “cestino” fatto con acqua semola e strutto, contenente una pallina fatta con un impasto di ricotta, uova, zucchero,farina (poca),scorza d’arancia e zafferano. Fino a poco tempo fa io ero solita preparare le pardulas unicamente con ricotta ovina, ma ultimamente mi è stato suggerito di utilizzare per un miglior risultato finale metà ricotta ovina e metà ricotta vaccina. Ma se devo essere sincera non ho trovato una grande differenza. Con questa ricetta vi lascio gli auguri per un Felice Anno Nuovo, e un arrivederci al prossimo anno. Tanti auguri!!!!

  • 800 g di ricotta metà vaccina e metà ovina, oppure tutta ovina
  • 120 g di farina
  • 4 tuorli
  • 2 arance la scorza grattugiata
  • 120 g di zucchero semolato
  • 1 bustina di zafferano

Per i cestini

  • 500 g di semola rimacinata di grano duro
  • sale 1 pizzico
  • 1 cucchiaio da tavola di strutto
  • acqua qb

Mettere la ricotta (lasciata colare almeno una notte) in una terrina, aggiungere i tuorli d’uovo, lo zucchero, la scorza grattugiata delle arance, la farina e la bustina di zafferano. Lavorare bene l’impasto con un cucchiaio di legno e anche con le mani se necessario, fino ad amalgamare tutti gli ingredienti. Lasciate riposare l’impasto in frigorifero e dedicatevi ora alla pasta per i cestini. Mettete la semola in una terrina, aggiungete il sale e l’ acqua poco alla volta, impastate fino ad ottenere un panetto morbido, ora aggiungete lo strutto incorporandolo ben bene all’ impasto fino a che quest’ ultimo risulterà morbido e liscio. Con questo panetto stendete una sfoglia di circa 3 mm (potete aiutarvi con la macchina per la pasta). Ora da questa sfoglia ricavate dei dischi di circa 5 cm di diametro, poggiatene uno sul palmo della mano metteteci al centro una pallina di impasto di ricotta (io mi aiuto con un cucchiaio dosatore per gelato). Ora “pizzicate” la pasta del disco intorno alla pallina in modo da formare un cestino, come nella foto. Mettete le pardulas su una placca rivestita con carta forno e infornate per circa 1 ora in forno caldo a 180°C. Buon appetito!

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Annalisa

venerdì 23 dicembre 2011

Buon Natale

 

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Un post al volo per condividere con tutti i miei followers le mie ultime fatiche e per augurarvi Buon Natale. Vi lascio con le foto di questi dolci che appartengono tutti alla tradizione sarda tranne i “cantucci” che come si sa sono toscani, alcuni di questi come i “gueffus incappausu” li conoscete già, mentre altri come i “pistoccheddus di Serrenti” o “is pardulas” non li ho mai postati o almeno non ho mai dato la ricetta, beh neanche ora ma solo per questione di tempo scriverò la ricetta di ciascuno di essi, ma prometto che lo farò un po’ per volta creando un post per ogni dolce. Detto questo vi lascio con l’augurio di un sereno e felice Natale a tutti!

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Annalisa

venerdì 16 dicembre 2011

Torta angelica


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Ed eccoci al mio terzo post pre-natalizio. Io ad essere sincera di questa torta mi sono innamorata al primo morso! L’avevo vista su diversi siti e mi affascinava la presentazione, pensavo sempre che prima o poi l’avrei fatta, così quando la bravissima Sonia Peronaci l’ha proposta su “Giallo Zafferano” non ho esitato a farla. Il risultato è stato una torta bellissima da vedere, soffice e deliziosa da gustare. Devo dirvi che la ricetta che vi propongo è una rivisitazione della ricetta originale delle mitiche sorelle Simili, che penso tutti conosceranno. La ricetta originale prevede per il ripieno scorze di arancia candita e uvetta, io invece come Sonia ho optato per le gocce di cioccolato. Se volete provarci dovrete avere solo un po’ di pazienza ma il risultato vi ripagherà dell’attesa e del lavoro. Per la ricetta vi rimando qui, e per il resto buon lavoro e buon appetito!
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Annalisa

venerdì 9 dicembre 2011

Bianche cupcakes per un bianco Natale…

 

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Con questo post continuo con il tema natalizio. Ho voluto decorare queste cupcakes di bianco, soffice come la neve e bianco come il mio Natale ideale. Visto che io vivo sul mare e la neve resta un miraggio, mi sono accontentata di decorare queste cupcakes di un bianco totale. Bianco che potrebbe essere anche un omaggio per una dolce sposa, o una gentile signora. Ad ogni modo, per fare queste cupcakes e la crema al burro ho utilizzato la mia solita ricetta tratta dal libro “The great british book of baking” prezioso regalo da parte di Matthew, e i fiori sono in marshmallows fondant. Auguro a tutti un buon fine settimana e buon appetito!

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venerdì 2 dicembre 2011

Panettone



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E finalmente siamo a dicembre! Uno dei miei mesi preferiti anche se uno dei più frenetici, e siccome dicembre è sinonimo di Natale, quale poteva essere la ricetta del mio primo post di questo mese se non il panettone? E questa volta mi è riuscito davvero bene! Ci ho tentato diverse volte ma diciamo che il risultato non era soddisfacente come avrei voluto. La ricetta l’ho presa da uno dei miei siti di cucina preferiti: Giallo Zafferano, e grazie alla bravissima Sonia Peronaci che spiega in modo chiaro e esaustivo il procedimento, sono riuscita nell’impresa. Quindi per la ricetta vi rimando qui, aggiungo solo che io ho usato uova prodotte da galline allevate a terra e i canditi erano rigorosamente homemade, l’insieme di tutte queste cose ha fatto si che il mio panettone non avesse niente da invidiare ai prodotti industriali. Buon appetito!
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Annalisa