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giovedì 23 ottobre 2025

BIANCHINI





Un altro dolce sardo che non mancava mai nell'invito per il caffè. Dolce candido da offrire assieme ai dolci di mandorle nelle grandi cerimonie. Una dolce meringa arricchita con mandorle pazientemente tagliate a bastoncino e tostate, buccia di limone e un po' di manualità per conferire la forma tipica. Quelli presentati qui hanno la tipica forma dei bianchini, ma a seconda dell'occasione vengono decorati con sapienza e maestria. La ricetta è di @Semplicemente Taty e l'ho presa qui. Se volete portare un po' della mia isola sulla vostra tavola, ecco la ricetta:

INGREDIENTI:

  • 200 g di albumi
  • 400 g di zucchero semolato
  • 100 g di mandorle tagliate a bastoncini e tostate
  • Scorza grattugiata di due limoni
PROCEDIMENTO:

  1. Scaldare a bagnomaria gli albumi con lo zucchero fino a quando lo zucchero si sarà sciolto
  2. Trasferire il composto nell'impastatrice munita di frusta e montare.
  3. Lavorare per almeno 15/20 minuti o fino a quando la meringa risulterà ben soda. La meringa sarà pronta quando sollevandola con la frusta non modifica la sua forma.
  4. Incorporare delicatamente con una spatola o un cucchiaio di legno le mandorle e la buccia grattugiata del limone
  5. La scorza va preparata prima in modo che si asciughi e perda acqua, diversamente passarla in forno.
  6. Dare la forma ai bianchini usando due cucchiai
  7. Cuocere in forno preriscaldato a 100°C per almeno un'ora (io 2 e forno a 90°C ventilato) con lo sportello leggermente aperto.
I Bianchini non devono scurire, proprio per questo hanno questo nome, enjoy :)





 Se provate la ricetta fatemi sapere come vi è venuta <3




Annalisa

giovedì 4 dicembre 2014

Pastissus

 

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Nelle foto sopra i pastissus fatti al corso della scuola civica dolciaria di Quartu Sant’ Elena (CA)

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Nelle foto sopra i pastissus fatti a casa

 

Ancora un dolce sardo e tipico di Quaru Sant’Elena, anche questo delizioso e candido come i candelaus. Si tratta ancora una volta di un dolce che racchiude un ripieno di mandorle e uova, molto simile a un pandispagna arricchito di cedro e un pizzico di cannella. Il cestino è fatto con un impasto di semola zucchero e strutto, dopo aver cotto il dolce si spennella con due mani di sciroppo di zucchero, infine si decora con glassa reale, perline argentate e foglia oro alimentare. Ho partecipato a questo corso a fine settembre e la settimana scorsa sono riuscita a rifare questi dolci a casa. Sono rimasta molto soddisfatta, e sicuramente li rifarò in futuro magari per Natale. Per fare i pastissus ( che in lingua sarda significa pasticcini) vi occorrerà un po’ di pazienza, ma il risultato vi appagherà sicuramente. Ed ora la ricetta:

Per prima cosa vi dovrete procurare degli stampini del tipo per tartellette, rotondi, a forma di rombo o anche di forma quadrata.

INGREDIENTI  PER LA SFOGLIA DEL CESTINO:

  • 1 kg di semola di grano duro
  • 60 g di zucchero semolato
  • 60 g di strutto
  • acqua q b
  • strutto per ungere gli stampini

INGREDIENTI PER L’ IMPASTO INTERNO:

  • 1 kg di mandorle tritate
  • 20 uova intere freschissime
  • 750 g di zucchero semolato
  • 1 limone-la buccia grattugiata
  • 100 g di cedro candito
  • 1 cucchiaino raso di cannella

PER LA GLASSA – SCIROPPO DI ZUCCHERO:

  • 1 kg di zucchero semolato
  • acqua di fiori d’arancio
  • acqua

PROCEDIMENTO:

PER LA SFOGLIA:

In una terrina versare la semola, lo zucchero, lo strutto aggiungere acqua quanto basta ad ottenere un impasto liscio. Coprire con pellicola trasparente da cucina e lasciare riposare 15 minuti. Ungere gli stampini con lo strutto. Con la macchina per la pasta tirare una sfoglia abbastanza sottile, tagliare la sfoglia in quadrati e foderare gli stampini, stando molto attenti a non formare bolle d’aria tra la sfoglia e lo stampino.

PER L’IMPASTO INTERNO:

Versare le uova e lo zucchero nell’impastatrice munita di gancio a frusta, frullare fino ad ottenere un impasto denso, aggiungere molto lentamente le mandorle, quindi il cedro e la cannella. Versare l’impasto così ottenuto negli stampini precedentemente foderati con la sfoglia, avendo cura di non riempirli troppo, l’impasto interno durante la cottura si gonfierà. infornare in forno precedentemente riscaldato a 180°C per circa 30 minuti. Una volta cotti, sfornare e lasciare intiepidire i pastissus, quindi sformarli e farli raffreddare completamente. Preparare uno sciroppo di zucchero come spiegato qui. Spennellare con lo sciroppo la superficie dei pastissus, lasciare asciugare. Spennellare il cestino lungo il perimetro e alla base, poggiare ad asciugare su carta forno. Ripetere l’operazione una seconda volta sia in superficie che lungo i lati e la base dei pastissus, lasciare asciugare tra una mano e l’altra di sciroppo di zucchero. Una volta asciutti decorare con glassa reale,decorare con perline argentate e foglia oro alimentare. Buon appetito!

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Annalisa

giovedì 13 novembre 2014

Pirichittus de bentu

 

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Da qualche anno a questa parte, partecipo ai corsi della scuola civica dolciaria di Quartu Sant’ Elena ( Ca) che è anche la mia città. In questi corsi s’ impara a realizzare dolci tipici della tradizione quartese come i pirichittus de bentu, appunto. Della tradizione dolciaria di Quartu Sant’Elena ve ne ho già parlato in questo post. I pirichittus de bentu ( pirichittus di vento) nella forma dovrebbero ricordare un grosso agrume vuoto all’interno, in sostanza sono dei grossi bignè, ma fatti con lo strutto al posto del burro. Una volta cotti, vengono spennellati con uno sciroppo di zucchero detto in lingua sarda “zuccuru a mesu puntu”. Il risultato ancora non mi soddisfa, ma con il tempo e la pratica sono sicura migliorerò! Se volete cimentarvi ecco la ricetta per queste delizie,io ho dimezzato le dosi nel modo seguente:

INGREDIENTI PER I PIRICHITTUS DE BENTU:

  1. 1 kg di farina- io 250 g
  2. 1 l di acqua- io 250 ml
  3. 400 g di strutto- io 100 g
  4. 30 uova freschissime- io 7 circa o meglio quante ne assorbe l’impasto
  5. 1 bustina di lievito chimico in polvere per dolci- io 1 cucchiaino da tea

INGREDIENTI PER LO SCIROPPO DI ZUCCHERO:

  • 500 g di zucchero semolato
  • 125 ml di acqua di fiori d’arancio
  • acqua quanto basta a coprire e superare di circa un dito lo zucchero posto in un tegame

PREPARAZIONE:

  1. In un tegame capiente portare a ebollizione l’acqua e lo strutto occorrente. Versare in un solo colpo la farina e amalgamare fino a che l’impasto liscio e morbido non si stacchi dalle pareti del tegame. Cuocere a fuoco medio per circa mezz’ora.
  2. Togliere il tegame dal fuoco e lasciar raffreddare l’impasto, versarlo in una terrina abbastanza capiente, incorporare le uova uno alla volta e per ultimo il lievito, amalgamare bene fino ad ottenere un composto liscio e lucido.
  3. Con l’aiuto di un cucchiaio, formare delle grosse noci e posizionarle in una teglia rivestita di carta forno avendo cura di lasciare spazio tra una noce e l’altra.
  4. Cuocere nel forno preriscaldato a 250°C fino a che i pirichittus non siano belli gonfi, di seguito abbassare la temperatura a 180°C fino a che i pirichittus non siano dorati, tutto questo per 1 ora circa (cottura)
  5. La seconda fase, e cioè quella dell’asciugatura, durerà almeno 2-3 ore con la temperatura del forno a 100°C. Una volta cotti far raffreddare i pirichittus.
  6. Preparare lo sciroppo di zucchero per spennellare i pirichittus. Versare tutti gli ingredienti ( zucchero, acqua di fiori d’arancio e acqua) in un tegame, mischiare, mettere sul fuoco e portare a ebollizione, la temperatura da raggiungere dovrebbe essere tra i 118°C-120°C. Oppure come dicono le maestre dolciarie lo sciroppo è pronto quando “fila”. Per vedere se “fila” si fa così: prendere molto velocemente poco sciroppo di zucchero( stando attente a non scottarvi) tra pollice e indice, quindi allontanarli e vedere se si forma il filo. Vi assicuro che le maestre usano questo metodo, niente termometro.
  7. Mantenere la temperatura dello sciroppo costante, spennellare i pirichittus usando un pennello di pelo animale, una volta, lasciate asciugare e ripetete una seconda volta. Pulire il pennello con acqua se dovesse incrostarsi e non scorrere, avendo cura di asciugarlo molto bene con carta da cucina prima di tuffarlo nuovamente nello sciroppo. Buon appetito!

Annalisa

giovedì 9 febbraio 2012

Zeppole “is zippuas”

 

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Mi sono accorta che tra poco più di dieci giorni carnevale sarà archiviato, e io ho ancora un bel po’ di ricette a tema da postare. Oggi voglio condividere con voi un dolce tipico di carnevale: le zeppole “is zippuas” in dialetto sardo. Ogni regione del sud Italia così come ogni parte della Sardegna, ha la sua versione e naturalmente quella che vi presento oggi è quella sarda, is zippuas appunto. Le zeppole sono delle deliziose frittelle che dopo essere state scolate dall’olio, vengono fatte rotolare nello zucchero semolato e mangiate calde. Per fare queste frittelle vi occorrerà:

  • 1 kg di farina “00”
  • 3 uova freschissime
  • 500 ml di latte
  • 1 bustina di zafferano
  • 50 g di lievito di birra fresco
  • 2 arance
  • 1 bicchierino di acquavite
  • 1 limone
  • 1 patata media lessa

Setacciare la farina in una terrina capiente, praticare un foro al centro e aggiungere la patata lessata e schiacciata. Scaldare circa la metà della quantità di latte occorrente (deve essere tiepido) e cominciare ad impastare.Aggiungere la scorza grattugiata del limone e delle arance, poi il succo di queste ultime, lavorare sino ad ottenere un impasto liscio e consistente. Trasferire l’impasto sul tavolo e lavorarlo energicamente, ora incorporare sempre lavorando le uova uno alla volta.Lavorare l’impasto per circa un’ora con molta energia. Rimettere l’impasto nella terrina pulita. Sciogliere il lievito nella rimanenza del latte tiepido e unirlo all’impasto assieme al liquore e allo zafferano. Lavorare ancora un po’, poi mettere a lievitare l’impasto coperto in un luogo tiepido al riparo da correnti d’aria. L’impasto deve raddoppiare il suo volume. Quando tutto è pronto (ci vorranno circa due ore),inumiditevi le mani nel latte e prendendo dei piccoli pezzi d’impasto formate delle ciambelline che tufferete nell’olio ben caldo. Friggetele da ambo le parti per alcuni minuti fino a che saranno dorate. Scolatele dall’olio e fatele rotolare nello zucchero semolato, mangiatele calde. Buon Appetito!

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domenica 5 febbraio 2012

Carnevale, chiacchiere e frati fritti (o…fatti fritti?)


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Quando la settimana scorsa ho preparato queste chiacchiere ero strafelice del risultato, perciò ho caricato le foto sul computer pronta a fare un post al più presto in vista dell’imminente periodo carnevalesco. Purtroppo non so come, quando ero pronta a postare, le foto non c’erano più!!! Così oggi mi sono armata di coraggio (che, ad essere sincera in cucina non mi manca mai!) e le ho rifatte con una variante: la glassa al cioccolato fondente. Poi non contenta ho deciso di fare anche i “frati fritti o fatti fritti(?)”, delle frittelle tipiche sarde, che però nonostante io faccia da almeno 26 anni, non ho ancora capito bene come vengono chiamate. La ricetta di queste frittelle è quella di mia nonna Giuseppina, e quando le faceva mia mamma mi sembrava un lavoro complicato, ma l’unica difficoltà sta nel lavorare bene e a lungo l’impasto, io per la preparazione preferisco non usare l’impastatrice e affidarmi sempre allo stesso metodo. La ricetta delle chiacchiere invece l’ho presa dal sito Giallo Zafferano ed è davvero azzeccata, poi io ho scelto la variante della glassa al cioccolato fondente. Ad ogni modo per fare le chiacchiere vi occorrerà:
  • 500 g di farina “00”
  • 50 g di burro
  • 25 ml di grappa o altro liquore
  • lievito chimico in polvere 6 g
  • 1 pizzico di sale
  • 1 bustina di vanillina
  • 70 g di zucchero semolato
  • 3 uova medie più 1 tuorlo
  • olio di semi di arachide per friggere
  • zucchero a velo per spolverizzare
Mettete la farina setacciata con il lievito in una terrina o nell’impastatrice, fate un foro al centro e metteteci il burro, la vanillina, la grappa, le uova più il tuorlo, il sale e lo zucchero. Cominciate a impastare in modo da ottenere un impasto liscio ed elastico, impastate per almeno 10 minuti sul piano di lavoro. Formate una palla, rimettetela nella terrina e copritela con della pellicola trasparente da cucina, lasciatela riposare per 30 minuti in un luogo fresco ma non in frigorifero. Trascorsi i 30 minuti riprendete la palla e dividetela in panetti di circa 200 g l’uno, appiattitene uno con le mani, avvolgete gli altri con la pellicola perché non si secchino all’aria e teneteli da parte. Dopo aver appiattito il  panetto cominciate a lavorarlo con la macchinetta per la pasta, cominciate con lo spessore maggiore, ripiegate la pasta su se stessa e passatela un’altra volta, poi passate ad uno spessore intermedio e via via fino a quello più sottile, fate così tre o quattro volte fino ad ottenere una sfoglia liscia dello spessore di circa 2 millimetri. Ora con una rotella dentellata o liscia tagliate tanti rettangoli e sempre con la rotella praticate al centro due piccoli tagli, questa è la classica forma delle chiacchiere.Friggete le chiacchiere 2 o 3 per volta in abbondante olio caldo ma non bollente (170-180°C) girandole da entrambi i lati e stando attenti a non bruciarle. Fate sgocciolare le chiacchiere e ponetele su carta forno, una volta fredde cospargetele di zucchero a velo. Io dopo questa operazione ho fatto sciogliere del cioccolato fondente a bagnomaria aggiungendoci del burro, ho riempito una siringa per dolci e ho decorato le chiacchiere.
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Frati fritti
Per i frati fritti o fatti fritti vi occorrerà:
  • 1 kg di farina “00”
  • 500 ml di latte
  • 80 g di burro
  • 80 g di lievito di birra fresco
  • 100 g di zucchero
  • la buccia grattugiata di un limone non trattato
  • 4 uova
  • 1 bicchierino di grappa
  • olio di semi di arachide per friggere
  • zucchero semolato
Setacciare la farina in una terrina e aggiungere lo zucchero, poi i tuorli d’uovo (tenere da parte gli albumi), la buccia del limone grattugiata, far sciogliere il lievito in 250 ml dei 500 di latte occorrenti e cominciare a impastare. Quando tutto è ben amalgamato, portare l’impasto su una spianatoia e man mano che si lavora aggiungere gli albumi montati a neve e la grappa, quando l’impasto è stato lavorato per circa tre quarti d’ora rimetterlo nella terrina, quindi aggiungere lentamente il burro sciolto a bagnomaria e la rimanenza del latte tiepido. Tempo di lavorazione totale 1 ora. Quando l’impasto è ben lievitato ( deve raddoppiare di volume) prendere dei pezzi d’impasto che ricordate avrà una consistenza appiccicosa, ma non aggiungete farina, e formate delle ciambelline, mettetele su un piano infarinato, copritele e lasciate che raddoppino il loro volume (ci vorranno circa 30 minuti). Friggete le frittelle in abbondante olio caldo ma non bollente girandole una volta per parte, l’olio non deve essere bollente perché rischiereste di bruciare la frittella fuori e avere l’impasto crudo dentro. Una volta fritte passate le frittelle sgocciolate su dello zucchero semolato e buon appetito!
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venerdì 27 gennaio 2012

Amaretti sardi e…Buon compleanno Cleopatra


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Ci siamo, con questo post termino con i miei amati dolci sardi, (almeno per ora) riprenderò più avanti con altre delizie della mia splendida Sardegna. Oggi vi presento un dolce che mi riporta indietro nel tempo e precisamente alla mia infanzia, quando trascorrevo le vacanze estive in Sardegna a casa dei nonni; il momento più bello era quando la nonna tirava fuori la scatola di latta e aprendola ci offriva un dolce, io ricordo che indugiavo un po’ e poi sceglievo sempre un amaretto. Mi piaceva quel suo aspetto un po’ “rude” perché celava un “cuore” morbido, un gusto e un profumo inconfondibili che ritrovo ancora oggi quando sforno questi deliziosi dolci. Questi dolci non sono easy da fare, io stessa ho imparato con gli anni a capire il rapporto mandorle-albumi, affinché il risultato finale sia proprio quello di un dolce dall’aspetto “rude” ma con un “cuore” morbido. Per fare gli amaretti vi occorrerà:
  • 1 kg di mandorle dolci
  • 2 hg di mandorle amare
  • 1 kg di zucchero semolato
  • 13 albumi
  • 2 limoni non trattati ( la buccia grattugiata)
Pelare le mandorle tuffandole per qualche minuto in acqua bollente, farle asciugare bene, tritarle e farle asciugare nuovamente dalla mattina alla sera. La sera preparate l’impasto con gli albumi leggermente sbattuti e lo zucchero, poi aggiungete le mandorle e la scorza del limone grattugiata, amalgamate bene sigillate la terrina con della pellicola da cucina e fate riposare l’ impasto tutta la notte in frigorifero. Il giorno dopo controllate la consistenza dell’impasto in questo modo: formate una pallina,poggiatela su un piattino, la pallina si deve leggermente “sedere”, se vi accorgete che l’impasto è troppo “duro” aggiungete 1 o 2 albumi. Ora continuate formando delle palline che farete rotolare nello zucchero semolato, sistematele in una teglia rivestita di carta forno e ponete al centro di ogni pallina una mandorla come vedete nella foto. Cuocete gli amaretti in forno preriscaldato a 150°C per circa 30-40 minuti. Lasciate raffreddare bene prima di togliere gli amaretti dalla teglia. Un’ altra versione della ricetta prevede che gli albumi siano montati a neve e incorporati piano piano alle mandorle, io ho provato in tutti e due i modi e il risultato è stato lo stesso. Un consiglio: io uso sempre meno albumi rispetto alla ricetta, casomai aggiungo qualche albume dopo. Buon Appetito!
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E oggi non poteva mancare questo post, tutto dedicato alla mia dolcissima Cleopatra che mercoledì ha compiuto 5 anni. Chi mi conosce sa del mio amore immenso per i miei cagnolini e per i miei gattini, e naturalmente per tutto il mondo animale. Cleopatra è con noi da 5 anni e a me sembra ieri che riuscivo a tenerla in braccio, e ora lei è così grande e così dolce, noi l’abbiamo festeggiata con questa “torta” e tantissime coccole…niente in confronto all’amore che lei ci regala ogni giorno! Buon compleanno Cleopatra, ti vogliamo bene!
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Per ovvie ragioni ho dovuto tenere Cleopatra distante dalla torta…avrebbe potuto bruciarsi!!!
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Cleopatra, “Cleo” a tre mesi.

venerdì 20 gennaio 2012

Biscottini di Serrenti “is pistoccheddus”…e un po’ di confusione!

 

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Quando ho deciso di postare questi deliziosi biscottini mi sono accorta di avere fatto un po’ di confusione con le foto, infatti ne ho scattate diverse ma del cesto con tutti i dolci e non di quello con solo i biscottini di Serrenti. Ad ogni modo i biscottini di Serrenti sono quelli a forma di “esse” e di ciambella sulla destra. I biscottini di Serrenti “is pistoccheddus de Serrenti” in dialetto sardo, sono dei deliziosi dolci della tradizione sarda, glassati e decorati con perline d’argento o colorate, o con rettangolini di carta oro. Serrenti è un paese del medio campidano da dove hanno origine questi buonissimi biscottini, per questo vengono chiamati così, per farli vi occorrerà:

  • 8 uova (per metà dose 4 tuorli e 1 uovo intero)
  • 1 kg di farina “00”
  • 100 g di strutto
  • 250 ml di latte
  • 1 bustina di lievito
  • 1 bustina di vanillina
  • 40 g di ammoniaca per dolci
  • la scorza di due limoni non trattati grattugiata
  • 200 g di zucchero semolato

Per la glassa:

  • 4 albumi
  • 1 kg di zucchero a velo

In una terrina o se volete nell’ impastatrice, mettete i tuorli (o i tuorli più l’ uovo intero per metà dose) con lo zucchero e lavorate molto bene. Ora aggiungete piano piano gli altri ingredienti: la vanillina, la scorza dei limoni grattugiata, lo strutto semiliquido e la farina setacciata con il lievito. Sciogliete l’ammoniaca nel latte e aggiungetelo piano piano all’impasto che dovrà essere lavorato benissimo. L’ impasto all’ inizio sarà appiccicoso ma se lo lavorerete bene assumerà la consistenza di una pasta frolla. Quando l’ impasto è pronto, prendetene una pallina e fate un rotolino lungo 10 cm circa. Da questo rotolino formate delle ciambelle chiudendolo a cerchio su se stesso, oppure fate delle “esse”. Cercate di non fare rotolini molto grossi perché in cottura si gonfieranno molto. Metteteli a cuocere in forno preriscaldato a 180°C fino a che non saranno dorati, ricordatevi inoltre che l’ ammoniaca per dolci pur essendo innocua in cottura emana un odore particolarmente forte, quando lavorate tenete una finestra aperta. Una volta pronti i dolci, preparate la glassa, io preparo questa che è una glassa reale e si presta bene per questa ricetta. Cominciate a versare lo zucchero a velo setacciato nella ciotola dove avrete messo gli albumi e amalgamate, man mano che gli albumi avranno assorbito lo zucchero aggiungetene dell’altro sempre setacciato e così via fino ad ottenere una glassa densa e liscia. Io a questo punto uso le fruste elettriche e monto ancora un po’ la glassa aggiungendo anche qualche goccia di succo di limone. Una volta pronta la glassa comincio a spennellare il fondo dei dolcetti e li sistemo sulla placca del forno. Riscaldo il forno a 100°C cottura ventilata e li metto dentro ad asciugare senza farli scurire, stando attenta cioè a non far caramellare lo zucchero. Una volta pronti, glasso la parte superiore e la decoro con perline colorate o d’argento, ma molto velocemente perché la glassa asciuga in fretta e le decorazioni non si attaccano alla superficie, poi passo in forno come sopra. L’ ammoniaca per dolci è un agente lievitante ed è presente in molti dolci della nostra tradizione, so che la ricetta che ho condiviso con voi oggi non è molto easy però condividere e far conoscere un po’ della mia terra è una cosa che mi rende particolarmente orgogliosa e felice di essere sarda. Buon appetito!

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venerdì 6 gennaio 2012

Gattò di mandorle



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Come primo post del 2012 ho scelto un dolce che piace proprio a tutti: il croccante di mandorle,” gattò” in sardo dal francese” gateau”. Questo è uno dei dolci che ho avuto la fortuna di realizzare questa estate al mio corso di dolci sardi, affiancata da due abili maestre dolciarie della mia città. Se andate qui vedrete quello che ho realizzato al corso di dolci sardi. Questa che vi propongo oggi è la versione classica del croccante, che si presenta tagliato a forma di rombo e adagiato su foglie di limone, ma appena posso (lo prometto) lo realizzerò nella versione glassata tipica della mia città e lo condividerò con tutti voi, intanto Buon Anno e buon appetito!
  • 1 kg di mandorle pelate e tostate
  • 1,150 kg di zucchero semolato
  • 1 pizzico di cannella
  • 1 pizzico di buccia di arancia secca tostata ( facoltativo)
  • 1 limone intero per stendere il croccante
  • carta forno bagnata e strizzata per il piano sul quale stenderete il croccante,foglie di limone non trattato
Per prima cosa pelate le mandorle tuffandole per pochi minuti in acqua bollente, o diversamente come faccio io compratele già pelate. Fatele asciugare e tostatele in forno a 100°C fino a che non saranno dorate.Munitevi di un pesante matterello e tritate le mandorle schiacciandole con la forza delle vostre braccia, oppure tritatele con un grosso coltello. In un pentolino antiaderente fate sciogliere lo zucchero semolato a fuoco moderato fino a fargli prendere un bel color cannella. A questo punto aggiungete la cannella e la buccia di arancia,e piano piano versate le mandorle. Fate amalgamare bene zucchero e mandorle, e velocemente versate il croccante sulla carta forno bagnata e strizzata. Bagnate il limone e usatelo per stendere il croccante in uno spessore di qualche millimetro. Tagliate il croccante con un grosso coltello, bagnandone spesso la lama in tanti piccoli rombi. Adagiate i rombi su foglie di limone, conferiranno al croccante un aroma delizioso.
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Annalisa

venerdì 30 dicembre 2011

Buon Anno!

 

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Come promesso nel precedente post, comincio a condividere le ricette dei dolci sardi che ho preparato per Natale. La prima ricetta che voglio postare è quella delle “ Pardulas de arrescottu” che in italiano significa “ Formagelle di ricotta”, dolce che prevalentemente si prepara in occasione della Pasqua, ma che come tanti dolci sardi si prepara tutto l’anno. Le pardulas sono dei dolci composti da un “cestino” fatto con acqua semola e strutto, contenente una pallina fatta con un impasto di ricotta, uova, zucchero,farina (poca),scorza d’arancia e zafferano. Fino a poco tempo fa io ero solita preparare le pardulas unicamente con ricotta ovina, ma ultimamente mi è stato suggerito di utilizzare per un miglior risultato finale metà ricotta ovina e metà ricotta vaccina. Ma se devo essere sincera non ho trovato una grande differenza. Con questa ricetta vi lascio gli auguri per un Felice Anno Nuovo, e un arrivederci al prossimo anno. Tanti auguri!!!!

  • 800 g di ricotta metà vaccina e metà ovina, oppure tutta ovina
  • 120 g di farina
  • 4 tuorli
  • 2 arance la scorza grattugiata
  • 120 g di zucchero semolato
  • 1 bustina di zafferano

Per i cestini

  • 500 g di semola rimacinata di grano duro
  • sale 1 pizzico
  • 1 cucchiaio da tavola di strutto
  • acqua qb

Mettere la ricotta (lasciata colare almeno una notte) in una terrina, aggiungere i tuorli d’uovo, lo zucchero, la scorza grattugiata delle arance, la farina e la bustina di zafferano. Lavorare bene l’impasto con un cucchiaio di legno e anche con le mani se necessario, fino ad amalgamare tutti gli ingredienti. Lasciate riposare l’impasto in frigorifero e dedicatevi ora alla pasta per i cestini. Mettete la semola in una terrina, aggiungete il sale e l’ acqua poco alla volta, impastate fino ad ottenere un panetto morbido, ora aggiungete lo strutto incorporandolo ben bene all’ impasto fino a che quest’ ultimo risulterà morbido e liscio. Con questo panetto stendete una sfoglia di circa 3 mm (potete aiutarvi con la macchina per la pasta). Ora da questa sfoglia ricavate dei dischi di circa 5 cm di diametro, poggiatene uno sul palmo della mano metteteci al centro una pallina di impasto di ricotta (io mi aiuto con un cucchiaio dosatore per gelato). Ora “pizzicate” la pasta del disco intorno alla pallina in modo da formare un cestino, come nella foto. Mettete le pardulas su una placca rivestita con carta forno e infornate per circa 1 ora in forno caldo a 180°C. Buon appetito!

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Annalisa