Eh si anche questa volta un po’ in ritardo! Ieri abbiamo festeggiato san Valentino, che per me è sempre stata la festa di chi si vuole bene, e non solo degli innamorati. Perciò è stata l’ennesima occasione per cucinare qualcosa da condividere con tutta la famiglia e con gli amici. Ad ogni modo vi lascio anche se in ritardo con alcuni piatti che ieri mi sono divertita a preparare, nella foto sopra i culurgiones di patate all’ogliastrina, la cui ricetta avevo postato qui. Nelle foto a seguire il mio pane al latte e burro che per l’occasione è una treccia a forma di cuore,e la cui ricetta(ve lo prometto) posterò al più presto
mercoledì 15 febbraio 2012
San Valentino…un po’ in ritardo!
Eh si anche questa volta un po’ in ritardo! Ieri abbiamo festeggiato san Valentino, che per me è sempre stata la festa di chi si vuole bene, e non solo degli innamorati. Perciò è stata l’ennesima occasione per cucinare qualcosa da condividere con tutta la famiglia e con gli amici. Ad ogni modo vi lascio anche se in ritardo con alcuni piatti che ieri mi sono divertita a preparare, nella foto sopra i culurgiones di patate all’ogliastrina, la cui ricetta avevo postato qui. Nelle foto a seguire il mio pane al latte e burro che per l’occasione è una treccia a forma di cuore,e la cui ricetta(ve lo prometto) posterò al più presto
giovedì 9 febbraio 2012
Bombe fritte
Questa è un’altra delle ricette di carnevale che ho fatto in questo periodo, l’ho provata per la prima volta e devo dire che il risultato è stato grandioso. La ricetta l’ho presa da Giallo Zafferano, ed è spiegata benissimo step by step. Perciò se volete provare a fare queste deliziose bombe vi consiglio di andare qui. Le bombe una volta fritte potranno essere consumate così come sono con solo lo zucchero semolato in superficie, o essere farcite con crema pasticciera, marmellata, o con quello che la vostra fantasia vi suggerisce.Buon lavoro e buon appetito!
Zeppole “is zippuas”
Mi sono accorta che tra poco più di dieci giorni carnevale sarà archiviato, e io ho ancora un bel po’ di ricette a tema da postare. Oggi voglio condividere con voi un dolce tipico di carnevale: le zeppole “is zippuas” in dialetto sardo. Ogni regione del sud Italia così come ogni parte della Sardegna, ha la sua versione e naturalmente quella che vi presento oggi è quella sarda, is zippuas appunto. Le zeppole sono delle deliziose frittelle che dopo essere state scolate dall’olio, vengono fatte rotolare nello zucchero semolato e mangiate calde. Per fare queste frittelle vi occorrerà:
- 1 kg di farina “00”
- 3 uova freschissime
- 500 ml di latte
- 1 bustina di zafferano
- 50 g di lievito di birra fresco
- 2 arance
- 1 bicchierino di acquavite
- 1 limone
- 1 patata media lessa
Setacciare la farina in una terrina capiente, praticare un foro al centro e aggiungere la patata lessata e schiacciata. Scaldare circa la metà della quantità di latte occorrente (deve essere tiepido) e cominciare ad impastare.Aggiungere la scorza grattugiata del limone e delle arance, poi il succo di queste ultime, lavorare sino ad ottenere un impasto liscio e consistente. Trasferire l’impasto sul tavolo e lavorarlo energicamente, ora incorporare sempre lavorando le uova uno alla volta.Lavorare l’impasto per circa un’ora con molta energia. Rimettere l’impasto nella terrina pulita. Sciogliere il lievito nella rimanenza del latte tiepido e unirlo all’impasto assieme al liquore e allo zafferano. Lavorare ancora un po’, poi mettere a lievitare l’impasto coperto in un luogo tiepido al riparo da correnti d’aria. L’impasto deve raddoppiare il suo volume. Quando tutto è pronto (ci vorranno circa due ore),inumiditevi le mani nel latte e prendendo dei piccoli pezzi d’impasto formate delle ciambelline che tufferete nell’olio ben caldo. Friggetele da ambo le parti per alcuni minuti fino a che saranno dorate. Scolatele dall’olio e fatele rotolare nello zucchero semolato, mangiatele calde. Buon Appetito!
domenica 5 febbraio 2012
Carnevale, chiacchiere e frati fritti (o…fatti fritti?)
Quando la settimana scorsa ho preparato queste chiacchiere ero strafelice del risultato, perciò ho caricato le foto sul computer pronta a fare un post al più presto in vista dell’imminente periodo carnevalesco. Purtroppo non so come, quando ero pronta a postare, le foto non c’erano più!!! Così oggi mi sono armata di coraggio (che, ad essere sincera in cucina non mi manca mai!) e le ho rifatte con una variante: la glassa al cioccolato fondente. Poi non contenta ho deciso di fare anche i “frati fritti o fatti fritti(?)”, delle frittelle tipiche sarde, che però nonostante io faccia da almeno 26 anni, non ho ancora capito bene come vengono chiamate. La ricetta di queste frittelle è quella di mia nonna Giuseppina, e quando le faceva mia mamma mi sembrava un lavoro complicato, ma l’unica difficoltà sta nel lavorare bene e a lungo l’impasto, io per la preparazione preferisco non usare l’impastatrice e affidarmi sempre allo stesso metodo. La ricetta delle chiacchiere invece l’ho presa dal sito Giallo Zafferano ed è davvero azzeccata, poi io ho scelto la variante della glassa al cioccolato fondente. Ad ogni modo per fare le chiacchiere vi occorrerà:
- 500 g di farina “00”
- 50 g di burro
- 25 ml di grappa o altro liquore
- lievito chimico in polvere 6 g
- 1 pizzico di sale
- 1 bustina di vanillina
- 70 g di zucchero semolato
- 3 uova medie più 1 tuorlo
- olio di semi di arachide per friggere
- zucchero a velo per spolverizzare
Per i frati fritti o fatti fritti vi occorrerà:
- 1 kg di farina “00”
- 500 ml di latte
- 80 g di burro
- 80 g di lievito di birra fresco
- 100 g di zucchero
- la buccia grattugiata di un limone non trattato
- 4 uova
- 1 bicchierino di grappa
- olio di semi di arachide per friggere
- zucchero semolato
mercoledì 1 febbraio 2012
Pasta da pane e pizzette fritte
Quando ho riguardato gli ultimi posts, mi sono accorta di avere postato solo dolci! Anche se sono (ve ne sarete accorti) i miei preferiti, è proprio ora di postare qualcosa di salato, e così mi sono venute in mente la pasta da pane fritta e le pizzette. La prima volta che ho assaggiato la pasta da pane fritta è stata la scorsa estate in occasione del mio corso di dolci sardi. La cosa mi ha incuriosito e ho deciso di ripetere la ricetta a casa. Sapevo anche che a Napoli si fanno delle squisite pizzette fritte e così ho deciso di cimentarmi anche in quelle. Le due ricette sono molto semplici, per farle vi occorrerà:
- 1,500 kg di farina “00”
- 1 cucchiaio da tavola di sale
- 2 cucchiai da tavola di olio extravergine di oliva
- 900 ml di acqua tiepida
- 25 g di lievito di birra fresco o una bustina disidratato
Per il pane: stendete la pasta in una sfoglia alta mezzo centimetro e con una rotella dentellata o liscia tagliatela in tanti rettangoli o rombi. Friggete la pasta in abbondante olio di semi ben caldo per alcuni minuti per parte. Passateli su carta assorbente da cucina e serviteli ben caldi salandoli in superficie.
Per le pizzette: dividete la pasta in tante palline di circa 100 grammi l’ una, con le mani allargatele in modo da creare un incavo al centro e lasciare tutto attorno un bordo alto. Lasciate riposare le pizzette coperte per una decina di minuti. Friggete come sopra, ora disponete le pizzette su una teglia rivestita di carta forno, distribuiteci sopra del sugo di pomodoro, della mozzarella e se volete dell’origano. Passate le pizzette per 5 minuti sotto il grill del forno in modo che la mozzarella si fonda.
Naturalmente le dosi degli ingredienti possono essere dimezzate secondo le proprie esigenze, e si può omettere l’olio nell’impasto. Buon appetito!
venerdì 27 gennaio 2012
Amaretti sardi e…Buon compleanno Cleopatra
Ci siamo, con questo post termino con i miei amati dolci sardi, (almeno per ora) riprenderò più avanti con altre delizie della mia splendida Sardegna. Oggi vi presento un dolce che mi riporta indietro nel tempo e precisamente alla mia infanzia, quando trascorrevo le vacanze estive in Sardegna a casa dei nonni; il momento più bello era quando la nonna tirava fuori la scatola di latta e aprendola ci offriva un dolce, io ricordo che indugiavo un po’ e poi sceglievo sempre un amaretto. Mi piaceva quel suo aspetto un po’ “rude” perché celava un “cuore” morbido, un gusto e un profumo inconfondibili che ritrovo ancora oggi quando sforno questi deliziosi dolci. Questi dolci non sono easy da fare, io stessa ho imparato con gli anni a capire il rapporto mandorle-albumi, affinché il risultato finale sia proprio quello di un dolce dall’aspetto “rude” ma con un “cuore” morbido. Per fare gli amaretti vi occorrerà:
- 1 kg di mandorle dolci
- 2 hg di mandorle amare
- 1 kg di zucchero semolato
- 13 albumi
- 2 limoni non trattati ( la buccia grattugiata)
E oggi non poteva mancare questo post, tutto dedicato alla mia dolcissima Cleopatra che mercoledì ha compiuto 5 anni. Chi mi conosce sa del mio amore immenso per i miei cagnolini e per i miei gattini, e naturalmente per tutto il mondo animale. Cleopatra è con noi da 5 anni e a me sembra ieri che riuscivo a tenerla in braccio, e ora lei è così grande e così dolce, noi l’abbiamo festeggiata con questa “torta” e tantissime coccole…niente in confronto all’amore che lei ci regala ogni giorno! Buon compleanno Cleopatra, ti vogliamo bene!
Per ovvie ragioni ho dovuto tenere Cleopatra distante dalla torta…avrebbe potuto bruciarsi!!!
Cleopatra, “Cleo” a tre mesi.
venerdì 20 gennaio 2012
Biscottini di Serrenti “is pistoccheddus”…e un po’ di confusione!
Quando ho deciso di postare questi deliziosi biscottini mi sono accorta di avere fatto un po’ di confusione con le foto, infatti ne ho scattate diverse ma del cesto con tutti i dolci e non di quello con solo i biscottini di Serrenti. Ad ogni modo i biscottini di Serrenti sono quelli a forma di “esse” e di ciambella sulla destra. I biscottini di Serrenti “is pistoccheddus de Serrenti” in dialetto sardo, sono dei deliziosi dolci della tradizione sarda, glassati e decorati con perline d’argento o colorate, o con rettangolini di carta oro. Serrenti è un paese del medio campidano da dove hanno origine questi buonissimi biscottini, per questo vengono chiamati così, per farli vi occorrerà:
- 8 uova (per metà dose 4 tuorli e 1 uovo intero)
- 1 kg di farina “00”
- 100 g di strutto
- 250 ml di latte
- 1 bustina di lievito
- 1 bustina di vanillina
- 40 g di ammoniaca per dolci
- la scorza di due limoni non trattati grattugiata
- 200 g di zucchero semolato
Per la glassa:
- 4 albumi
- 1 kg di zucchero a velo
In una terrina o se volete nell’ impastatrice, mettete i tuorli (o i tuorli più l’ uovo intero per metà dose) con lo zucchero e lavorate molto bene. Ora aggiungete piano piano gli altri ingredienti: la vanillina, la scorza dei limoni grattugiata, lo strutto semiliquido e la farina setacciata con il lievito. Sciogliete l’ammoniaca nel latte e aggiungetelo piano piano all’impasto che dovrà essere lavorato benissimo. L’ impasto all’ inizio sarà appiccicoso ma se lo lavorerete bene assumerà la consistenza di una pasta frolla. Quando l’ impasto è pronto, prendetene una pallina e fate un rotolino lungo 10 cm circa. Da questo rotolino formate delle ciambelle chiudendolo a cerchio su se stesso, oppure fate delle “esse”. Cercate di non fare rotolini molto grossi perché in cottura si gonfieranno molto. Metteteli a cuocere in forno preriscaldato a 180°C fino a che non saranno dorati, ricordatevi inoltre che l’ ammoniaca per dolci pur essendo innocua in cottura emana un odore particolarmente forte, quando lavorate tenete una finestra aperta. Una volta pronti i dolci, preparate la glassa, io preparo questa che è una glassa reale e si presta bene per questa ricetta. Cominciate a versare lo zucchero a velo setacciato nella ciotola dove avrete messo gli albumi e amalgamate, man mano che gli albumi avranno assorbito lo zucchero aggiungetene dell’altro sempre setacciato e così via fino ad ottenere una glassa densa e liscia. Io a questo punto uso le fruste elettriche e monto ancora un po’ la glassa aggiungendo anche qualche goccia di succo di limone. Una volta pronta la glassa comincio a spennellare il fondo dei dolcetti e li sistemo sulla placca del forno. Riscaldo il forno a 100°C cottura ventilata e li metto dentro ad asciugare senza farli scurire, stando attenta cioè a non far caramellare lo zucchero. Una volta pronti, glasso la parte superiore e la decoro con perline colorate o d’argento, ma molto velocemente perché la glassa asciuga in fretta e le decorazioni non si attaccano alla superficie, poi passo in forno come sopra. L’ ammoniaca per dolci è un agente lievitante ed è presente in molti dolci della nostra tradizione, so che la ricetta che ho condiviso con voi oggi non è molto easy però condividere e far conoscere un po’ della mia terra è una cosa che mi rende particolarmente orgogliosa e felice di essere sarda. Buon appetito!
venerdì 13 gennaio 2012
Panini per merenda!
Si lo so, avrei dovuto come promesso continuare a postare le ricette dei miei amati dolci sardi, ma quando questa mattina ho sfornato questi deliziosi, soffici e fragranti panini non ho saputo resistere alla tentazione di condividere la ricetta. Ormai sono circa quattro anni o più che il pane a casa mia non si compra, e quindi ogni volta mi diverto a provare nuove ricette e nuovi formati. Questi panini sono semplici da preparare, e imbottiti con una o due fette di mortadella, o con quello che la vostra fantasia vi suggerisce saranno un’ ottima merenda per i vostri ragazzi. Per farli vi occorrerà:
- 400 g di farina bianca
- 1 bustina di lievito di birra secco o mezzo cubetto fresco
- 10 g di zucchero (2 cucchiaini)
- 1 cucchiaino raso di sale
- 1 cucchiaino di malto
- 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- 225-250 ml di acqua tiepida (37-40°C)
Per cospargere: acqua per spennellare, sale.
Prima di cominciare a spiegare il procedimento, devo dirvi che io per fare tutti i panini che vedete in fotografia ( sono 18), ho raddoppiato le dosi, ma solo della farina, del sale, dello zucchero, dell’olio e dell’acqua. Le quantità del malto e del lievito sono rimaste invariate. Mettete la farina in una terrina capiente, aggiungete il lievito secco oppure sciogliete quello fresco nell’acqua tiepida. Aggiungete lo zucchero, il malto, il sale e l’olio extravergine d’oliva. Cominciate a impastare aggiungendo l’ acqua un po’ per volta. Trasferite l’ impasto sul tavolo e lavoratelo energicamente per almeno 10 minuti. Naturalmente per fare ciò potete usare l’ impastatrice. Una volta ottenuto un’ impasto liscio e lucido, formate una palla e mettetela a lievitare nella terrina pulita e infarinata. Sigillate la terrina con della pellicola da cucina, e lasciate lievitare l’impasto da 1 ora e mezza a due ore e mezza. Con l’ impasto ben lievitato formate tante palline di media grandezza, e mettetele a lievitare sulla lastra del forno rivestita di carta forno per circa 20 minuti. Trascorso questo tempo, spennellate la superficie dei panini con un po’ di acqua, cospargete di sale e con un coltello affilato incidete la superficie creando una grata. Cuocete nella parte media del forno preriscaldato per 20-25 minuti ( elettrico e a gas: 210-220°C, ventilato: 200-210°C). Mettete una ciotolina piena d’acqua nel forno durante la cottura. Buon appetito!
venerdì 6 gennaio 2012
Gattò di mandorle
Come primo post del 2012 ho scelto un dolce che piace proprio a tutti: il croccante di mandorle,” gattò” in sardo dal francese” gateau”. Questo è uno dei dolci che ho avuto la fortuna di realizzare questa estate al mio corso di dolci sardi, affiancata da due abili maestre dolciarie della mia città. Se andate qui vedrete quello che ho realizzato al corso di dolci sardi. Questa che vi propongo oggi è la versione classica del croccante, che si presenta tagliato a forma di rombo e adagiato su foglie di limone, ma appena posso (lo prometto) lo realizzerò nella versione glassata tipica della mia città e lo condividerò con tutti voi, intanto Buon Anno e buon appetito!
- 1 kg di mandorle pelate e tostate
- 1,150 kg di zucchero semolato
- 1 pizzico di cannella
- 1 pizzico di buccia di arancia secca tostata ( facoltativo)
- 1 limone intero per stendere il croccante
- carta forno bagnata e strizzata per il piano sul quale stenderete il croccante,foglie di limone non trattato
Annalisa